Un taglio netto del Servizio Civile Universale
Il Servizio Civile Universale (SCU) ha subìto una drastica riduzione dei posti nella Bergamasca, passando da 621 posizioni nel 2022 a 282 nel 2023. Questo cambiamento è dovuto a una decurtazione di fondi a livello ministeriale, un fenomeno che preoccupa sia enti che giovani partecipanti.
Il calo delle risorse e le conseguenze sul territorio
Claudio Di Blasi, presidente di Associazione Mosaico, evidenzia come la diminuzione delle risorse destinate al SCU abbia portato a un calo significativo delle posizioni finanziate. In particolare, la Bergamasca ha visto oltre trecento posti non finanziati, con un impatto negativo sui servizi offerti sul territorio e sulle opportunità di crescita e formazione per i giovani.
L’impatto su Enti e giovani
Il taglio dei fondi ha avuto ripercussioni notevoli sugli enti promotori e sulle occasioni di formazione per i giovani. Onelia Rivolta, direttore di Anci Lab, sottolinea come il calo di disponibilità economica e l’aumento del compenso dei volontari abbiano ridotto drasticamente i posti disponibili. Il compenso è infatti salito da 430 euro nel 2023 a 507,30 euro nel 2024.
La valutazione degli Enti coinvolti
Aldo Lazzari di Caritas diocesana Bergamasca e Jessica Pellegrini di Confcooperative confermano l’importanza del SCU per l’assistenza agli anziani, ai disabili e per l’integrazione dei giovani nel mondo della cooperazione sociale. Lazzari rileva una soddisfazione generale tra chi ha partecipato al servizio, nonostante la riduzione dei posti.
Il Servizio Civile come percorso di crescita
Elena Lucchini, assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità , rimarca il valore del SCU come esperienza di crescita umana e di cittadinanza attiva. Il servizio civile non solo benefica la comunità , ma offre ai giovani un’opportunità preziosa di formazione personale e professionale.
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