La polemica sulle Zone 30, innescata dalla recente decisione di Bologna di implementare il limite di velocità a 30 chilometri orari nelle strade urbane, ha raggiunto Bergamo, dove più del 50% delle strade comunali è già coperto da questa limitazione. L’obiettivo è raggiungere l’80% con gli ultimi interventi previsti entro la primavera, seguendo un approccio graduale e soft, come sottolineato dall’assessore alla Mobilità, Stefano Zenoni.
Zona 30: di cosa si tratta
Il vice premier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha dichiarato la sua contrarietà a “bloccare un’intera città a suon di multe e limitazioni”. Tuttavia, il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, ha risposto sottolineando che l’approccio di Bergamo è più graduale, applicando il limite di 30 km/h nelle vie del centro storico e mantenendo limiti più alti nelle arterie principali della città. La scelta di Bologna, che ha abbassato il limite di velocità in blocco a 30 km/h sulle strade urbane, ha suscitato un dibattito nazionale. Il ministro Salvini ha annunciato la sua intenzione di emanare un decreto che limiti i rilevatori di velocità in queste aree, scatenando ulteriori polemiche. Il sindaco Gori ha difeso la libertà degli amministratori locali di prendere decisioni in base alle esigenze della propria città, sottolineando che ogni amministratore deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Ha anche criticato l’intervento del ministro dei Trasporti, definendolo un attacco alle autonomie locali.
A differenza di Bologna, Bergamo ha adottato un approccio più graduale, lavorando quartiere per quartiere per migliorare la sicurezza stradale. Attualmente, oltre il 50% delle strade gestite dal Comune è già in Zona 30, e con gli interventi previsti entro la primavera, l’obiettivo è raggiungere l’80%. L’assessore Zenoni ha sottolineato che l’approccio di Bergamo mira a ridurre i picchi di velocità nelle vie interne, senza influire sui limiti sulle vie principali di scorrimento. Questo approccio graduale è stato definito come un tentativo di educare alla cultura della convivenza e alla sicurezza stradale. Nonostante la polemica nazionale innescata dalla decisione di Bologna, l’amministrazione bergamasca sostiene che l’implementazione graduale delle Zone 30 sia la via giusta per migliorare la convivenza tra veicoli e pedoni nel cuore della città. Mentre il dibattito continua a livello nazionale, Bergamo procede con la sua strategia di sicurezza stradale.
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