A più di cinque mesi dall’incendio al livello delle mansarde-sottotetto divampato al civico 20 di via Moroni, gli inquirenti sembrano averne individuato la causa. Si tratta di un flessibile, che però l’indagato e il suo collaboratore hanno sempre negato di aver utilizzato. I fatti risalgono al 21 agosto 2023: come conseguenze, sei appartamenti devastati, tre palazzine inagibili e una cinquantina di persone senza casa.
Un anomalo picco di consumi elettrici
Gli investigatori hanno rilevato un significativo aumento del consumo elettrico nell’appartamento proprio nel periodo in cui le fiamme si sono estese agli immobili circostanti. Questo dettaglio è emerso dalle indagini condotte dal pm Antonio Pansa, con il supporto dei Vigili del Fuoco del Niat (Nucleo Investigativo Antincendio), della Polizia Giudiziaria e dei Carabinieri dell’Ispettorato del lavoro. Questa informazione potrebbe essere cruciale per comprendere gli eventi che hanno portato al rogo.
L’ipotesi dell’attrezzatura elettricaÂ
Secondo le indagini, gli artigiani incaricati della ristrutturazione della mansarda potrebbero aver utilizzato attrezzature elettriche in quel momento cruciale. In particolare, si sospetta che l’uso di un flessibile, uno strumento di taglio potente, possa aver scatenato l’incendio. Le scintille generate dal contatto del flessibile con dei chiodi avrebbero potuto causare una fiammata poi fuori controllo.
Contraddizioni nelle testimonianze
I due artigiani presenti sul posto quella mattina, il titolare della ditta incaricata per i lavori e un suo collega, hanno dichiarato che al momento del rogo non avevano iniziato ancora i lavori di ristrutturazione. Hanno sostenuto di essere stati impegnati nel trasporto dell’attrezzatura al piano dell’appartamento. Queste affermazioni sembrano contraddire l’evidenza del picco di consumo elettrico rilevato.
L’incendio colposo: le indagini in corso
Il titolare dell’impresa è attualmente indagato per incendio colposo. Si ritiene, infatti, che avrebbe dovuto implementare un adeguato piano di sicurezza per prevenire incidenti di questo tipo. In risposta alle richieste delle parti offese, il pm ha deciso di ordinare una perizia. La discussione sull’istanza è prevista per il 27 febbraio davanti al giudice per le indagini preliminari (Gip).
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