In una tragica vicenda avvenuta ad Altavilla Milicia, vicino Palermo, si sospetta l’influenza nefasta di un gruppo religioso deviante dietro l’atroce uccisione perpetrata da Giovanni Barreca, un muratore di 54 anni. Quest’ultimo, secondo le ricostruzioni, avrebbe tolto la vita alla propria consorte Antonella Salamone e ai loro figli Emanuel, di 5 anni, e Kevin, di 16 anni, credendo di liberarli da un presunto possedimento demoniaco. Solo una delle figlie, diciassettenne, è sopravvissuta, rivelando dettagli scioccanti relativi a un esorcismo. Barreca, convinto che la sua famiglia fosse sotto l’influenza di Satana, è stato arrestato insieme a una coppia che sembra abbia avuto un ruolo nell’indurlo a commettere il massacro.
Questo episodio porta nuovamente alla luce la problematica delle cosiddette sette, fenomeno che registra un’inquietante presenza sul territorio nazionale, tanto da contare, secondo stime dell’associazione Papa Giovanni XXIII, circa 500 gruppi con un numero sempre crescente di seguaci, particolarmente dopo la crisi pandemica.
Nel tentativo di affrontare e monitorare questa sfida, la Diocesi di Bergamo ha istituito vent’anni fa l’Ufficio Pastorale per i Movimenti Religiosi Alternativi. Quest’organismo, che ha la sua sede nel Patronato San Vincenzo, si avvale dell’expertise di una squadra di circa dieci individui, inclusi sacerdoti, suore e membri laici, tutti sotto la guida del diacono Simone Americano. Quest’ultimo evidenzia la complessità del fenomeno, spesso celato e difficile da individuare, e sottolinea come talvolta queste dinamiche nascondano non solo devianze spirituali ma anche fragilità psicologiche profonde.
La strategia adottata da questo ufficio non punta allo scontro diretto ma piuttosto al dialogo e al supporto, organizzando incontri di preghiera e momenti di ascolto per chi si trova ad affrontare direttamente o indirettamente le conseguenze della partecipazione a questi gruppi. Nonostante le difficoltà legate alla riservatezza e alla natura spesso segreta di tali movimenti, l’ufficio si impegna a prestare attenzione a ogni segnalazione, collaborando strettamente con le forze dell’ordine nei casi più gravi, soprattutto quando si verificano episodi di estorsione o altri reati.
La prevenzione e il contrasto a tali fenomeni richiedono un approccio cauto ma determinato, e la Diocesi si adopera per mantenere un equilibrio tra l’apertura al dialogo e la necessità di proteggere la comunità , rifiutando di concedere spazi ai gruppi con finalità ambigue, al fine di salvaguardare il benessere spirituale e materiale dei propri fedeli.
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