Tragedia in azienda: patteggiamento per la morte di un camionista

Due balle di plastica da mezza tonnellata sganciatesi durante operazioni di scarico non in sicurezza: patteggiamento per la morte di un camionista

Tribunale di Bergamo

Una morte evitabile: la triste vicenda di Bruno Bardi

Dieci mesi e pena sospesa per la morte sul lavoro di un camionista. Tale la sentenza, tramite patteggiamento, a carico del titolare di una ditta di Leffe operante nel trasporto e riciclo dei materiali, per la morte il 4 giugno 2021 di Bruno Bardi, autista cinquantanovenne di Carbonera (Treviso) atteso dal destino quel giorno sul piazzale della Plastic Leffe Mosconi Srl.

L’incidente che ha sconvolto una comunità

Bardi era impegnato nelle operazioni di scarico di rifiuti di plastica pressati e destinati al riciclo, quando è stato colpito e schiacciato da due “balle” di plastica, ognuna del peso di circa 550 chili. Il fatale incidente è avvenuto mentre stava sganciando le fasce di trattenuta del carico, un’attività che aveva svolto innumerevoli volte nel corso della sua carriera. Secondo le indagini, una serie di manovre errate durante lo scarico ha creato una condizione di pericolo che ha portato alla caduta dei pesanti colli e, di conseguenza, alla morte di Bardi.

Analisi tecnica e conseguenze giudiziarie

La perizia tecnica condotta dall’ingegner Paolo Panzeri ha evidenziato come la dinamica dell’incidente sia stata il risultato di operazioni di scarico non adeguate. La disposizione dei colli e l’azione di sgancio delle fasce di trattenuta sono state indicate come cause dirette dell’instabilità del carico, che ha portato alla tragica conclusione. A seguito di questa analisi, Maurizio Mosconi, il titolare 62enne della Plastic Leffe ha accettato un patteggiamento di dieci mesi di reclusione, con pena sospesa, riconoscendo così la propria responsabilità nell’accaduto.

La voce dei familiari e la ricerca di giustizia

La famiglia di Bardi, devastata dalla perdita, si è affidata a Giesse Risarcimento Danni per cercare giustizia. Luca Bardi, fratello della vittima, ha espresso profonda delusione per la pena ritenuta irrisoria e per l’assenza di condoglianze da parte della direzione aziendale, sottolineando come la tragedia avrebbe potuto essere facilmente evitata con maggior attenzione e rispetto delle procedure di sicurezza. La sua testimonianza mette in luce non solo il dolore per la perdita di un caro, ma anche la necessità impellente di maggior sensibilità e responsabilità nel mondo del lavoro, soprattutto in attività ad alto rischio come il trasporto e la movimentazione di merci pesanti.

Redazione

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