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Caso Pifferi – La mamma Alessia: “Credevo che i biberon bastassero”

La madre della bambina morta di stenti ha risposto alle domande del procuratore Francesco De Tommasi

Alessia Pifferi è salita gli onori della cronaca per il processo che l’ha coinvolta per l’accusa di aver abbandonato e causato la morte per stenti della figlia di soli 18 mesi, Diana. L’udienza di oggi si è tenuta nella Corte di Assise di Milano, sotto la guida del giudice Ilio Mannucci Pacini. Alessia Pifferi, è stata accusata di omicidio volontario pluriaggravato e durante l’udienza, ha dovuto rispondere alle domande del procuratore Francesco De Tommasi.

Morte piccola Diana: la confessione di Alessi Pifferi

“L’ho lasciata da sola pochissime volte – ha dichiarato in aula – andavo dal mio fidanzato il fine settimana. Le prime volte la portavo, mentre altre volte la lasciavo a questa amica che non si trova. L’indomani tornavo a casa, di solito – ha detto Alessia Pifferi durante l’interrogatorio -. Pensavo che il latte le bastasse. La lasciavo sola nel lettino, in un lettino da campeggio, ha spiegato, con riferimento a quando usciva di casa per andare dal compagno. Secondo la donna, la bambina “non era in grado di uscire da sola dal lettino . A chi mi chiedeva dove fosse la Diana quando mi allontanavo per passare serate o weekend con alcuni uomini  dicevo che era al mare con mia sorella oppure con una mia amica. Quando tornavo era tranquilla, la cambiavo, le davo la pappa, era tranquilla. La accudivo come una mamma accudisce un figlio: le davo da mangiare, se stava male contattavo l’ospedale, la crescevo, le davo da mangiare e bere per sopravvivere”.

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