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Le aziende bergamasche e la sfida del reclutamento: dall’istruzione alla formazione interna

Il 73 per cento delle aziende denuncia difficoltà di reclutamento del personale: criticità e alleanza con la scuola per superarle

Dialogo con il mondo della scuola

Le aziende bergamasche stanno affrontando sfide crescenti nel reclutamento di talenti adeguati, col 73% che riscontra difficoltà nel trovare i profili giusti. Di fronte a questa esigenza, non resta che il confronto costante col settore dell’istruzione. Un’indagine di Confindustria evidenzia che l’83% delle imprese sta cercando attivamente nuovi dipendenti. Tra, queste, appunto, il 73% ha sottolineato difficoltà di reclutamento. Le scuole, in particolare quelle tecniche, sono ora al centro dell’attenzione, rappresentando una risorsa cruciale per soddisfare la domanda di personale.

Alleanza con il mondo educativo

Il 42% delle aziende bergamasche ha avviato collaborazioni con istituzioni educative. Questo impegno può manifestarsi attraverso l’offerta di corsi ITS o programmi di alternanza scuola-lavoro nelle scuole superiori, particolarmente nelle scuole tecniche. Marco Manzoni, vice presidente di Confindustria Bergamo, evidenzia l’importanza di queste iniziative, sottolineando come le aziende stiano cercando attivamente di diventare più attraenti per i giovani, stabilendo relazioni produttive con il settore dell’istruzione.

Strategie di fidelizzazione e contratti

In corso, tra l’altro, misure per rafforzare la relazione datori di lavoro-nuovi assunti. Il 41% delle imprese ha optato per l’apprendistato e contratti a tempo indeterminato con agevolazioni contributive. Questa tendenza sottolinea l’importanza dell’apprendistato come un mezzo serio e professionalizzante per lo sviluppo delle competenze.

L’aspetto retributivo

L’indagine ha anche esplorato la tematica delle retribuzioni. I dati mostrano che, escludendo Milano, gli stipendi a Bergamo sono allineati con quelli delle altre province lombarde. Le retribuzioni tendono ad essere più alte nelle grandi imprese industriali. Si va dai 24.410 euro medi di chi ha una laurea triennale e i 26.268 euro dei laureati magistrali nelle discipline tecnico-scientifiche. Manzoni evidenzia l’importanza dei primi anni di carriera per stabilire una relazione duratura con i dipendenti, utilizzando la retribuzione come uno degli strumenti.

Conclusione

Mentre le aziende bergamasche si adattano ai cambiamenti nel panorama del reclutamento, l’attenzione verso il mondo dell’istruzione e l’impegno nella formazione interna emergono come strategie chiave. Queste iniziative, unite a un focus sulla retribuzione, mostrano l’impegno delle aziende nel costruire relazioni durature con i loro dipendenti.

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