Bruno Zanoni, stamattina alle 11 nel duomo di Laigueglia, si porta via con sé tra le nuvole la Maglia Nera che indossò per ultimo al Giro d’Italia. Il mondo del ciclismo ha perso lunedì 6 novembre il ciclista seriano divenuto albergatore in riva al Mar Ligure che tanto amava. Nembrese di nascita, viveva da decenni sulla riviera savonese di Ponente. 71 anni, oggi per la sua cerimonia funebre sono attesi amici e colleghi di sempre.
Zanoni, la Maglia Nera da leggenda
Nato a Nembro il 29 luglio 1952, professionista dal 1973 al 1979 con lo sprint come specialità , chiuse da ultimo arrivato la corsa rosa proprio nell’anno del ritiro dall’attività agonistica. La Maglia Nera, allora ambita, era assegnata e indossata per sottolineare lo spirito di partecipazione e l’impegno oltre la mera competizione. Questo titolo, che un tempo poteva sembrare una consolazione ironica, era in realtà una celebrazione dell’atteggiamento positivo e della determinazione, qualità che Zanoni aveva dimostrato ampiamente, da gregario di Gianbattista Baronchelli alla Scic, di Gianni Motta alla GBC e di Roberto Visentini alla CBM Fast.
Il legato di Bruno Zanoni: vittoria & solidarietÃ
Oltre ai suoi trionfi sportivi, tra cui spicca la vittoria nella tappa di Assisi nel 1978, Zanoni si è distinto per il suo contributo al mondo delle iniziative benefiche dopo il ritiro dalle competizioni. In particolare, da anima e motore di “Campioni e Canzoni”, un evento di raccolta fondi che per anni ha saputo unire lo sport alla musica per sostenere cause nobili. La sua eredità non è fatta solo di trofei e ricordi sportivi, ma anche dell’impatto positivo che ha avuto sulla comunità , dimostrando come lo spirito di un atleta possa trascendere i confini del proprio campo e contribuire attivamente al benessere degli altri.
La sua ultima corsa lo porta tra le braccia della sua gente, in una chiesa gremita di volti noti del ciclismo e di coloro che hanno risposto alla chiamata del suo cuore generoso. Mentre le campane suonano il loro addio, il ricordo di Bruno Zanoni continuerà a vivere nelle storie di ciclismo e nell’esempio di vita che ha lasciato a tutti coloro che lo hanno conosciuto e stimato. Bruno Zanoni non è solo stato l’ultima maglia nera del Giro, ma anche un luminoso esempio di come lo sport possa essere un veicolo di valori e solidarietà .
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