Le ferite corrispondono alla versione dell’uxoricida
Emergono nuovi dettagli dall’autopsia di Rossella Cominotti, la donna di 53 anni, originaria di Rivarolo Mantovano e residente a Cremona, tragicamente uccisa il 6 dicembre in una stanza d’albergo a Mattarana. Le indagini si concentrano sul marito, Alfredo Zenucchi, 57 anni, di Peia, reo confesso e attualmente detenuto con l’accusa di omicidio.
Un quadro complesso di eventi
Al vaglio di inquirenti e magistrati, il racconto di Zenucchi, secondo il quale lui e la moglie, edicolanti a Bonemerse con attività chiusa senza avvisare alcuno lo scorso 29 novembre, avevano pianificato di suicidarsi insieme il 3 dicembre, infliggendosi reciprocamente ferite al collo. Tuttavia, questo tentativo è fallito. Successivamente, il 6 dicembre, Zenucchi avrebbe usato un rasoio per infliggere un taglio fatale al polso destro della consorte, provocandone il decesso per dissanguamento dopo 36 ore in cui l’ex tossicodipendente valgandinese l’avrebbe vegliata.
Il ruolo dell’autopsia
L’autopsia, eseguita martedì 12 dicembre presso l’ospedale di La Spezia, ha fornito elementi chiave per comprendere meglio la dinamica degli eventi. Il delitto è stato compiuto in provincia, a Mattarana di Carrodano, nella locanda dove i due alloggiavano. Dalle prime risultanze, le ferite sul corpo della vittima sembrano compatibili con la versione fornita da Zenucchi.
Approfondimenti richiesti dalla difesa
Il legale di Zenucchi, l’avvocato Aberto Rimmaudo, ha chiesto l’inserimento di ulteriori quesiti nell’esame autoptico, in particolare riguardo alle ferite sul collo del suo assistito. Questa richiesta mira a determinare la compatibilità di tali ferite con il rasoio usato per l’omicidio e a stabilire la data precisa in cui sono state inflitte. I risultati dettagliati di queste indagini aggiuntive verranno resi noti entro 60 giorni.
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