L’avvento delle tecnologie digitali e la crescente dipendenza dagli smartphone hanno portato a una nuova forma di bullismo, noto come cyberbullismo, che si manifesta attraverso l’uso di piattaforme online e social media. Questo fenomeno si distingue per la sua capacità di superare i confini temporali e spaziali, rendendo le vittime vulnerabili 24 ore su 24, anche nell’intimità delle proprie case. La psicoterapeuta Sabina Albonetti, con una vasta esperienza nel trattamento di adolescenti e nella lotta contro il bullismo e il cyberbullismo, sottolinea l’importanza di un approccio proattivo per contrastare questa problematica.
Le bullismo nell’era digitale
Albonetti evidenzia come il bullismo tradizionale, caratterizzato da atti di prevaricazione fisici o verbali, si trasformi in cyberbullismo quando si sposta sul web, utilizzando la tecnologia come mezzo per perpetrare abusi. La facilità con cui si possono pubblicare e diffondere informazioni dannose online, spesso senza prevedere le conseguenze devastanti per le vittime, richiede un’attenzione particolare da parte di genitori ed educatori.
Il cyberbullismo: vittime sempre connesse
Una delle sfide maggiori identificate da Albonetti è la cosiddetta “iperconnettività” degli adolescenti, che li rende particolarmente esposti al cyberbullismo, soprattutto durante le ore notturne. La psicoterapeuta sottolinea l’importanza di limitare l’accesso ai dispositivi elettronici dopo determinate ore, per garantire che i giovani possano disconnettersi e riposarsi adeguatamente, evitando così l’esposizione continua a potenziali abusi online.
Inclusione ed esclusione con un clic
Inoltre, Albonetti mette in luce come il cyberbullismo possa esacerbare il senso di esclusione tra i giovani, un aspetto particolarmente preoccupante durante il periodo pandemico. La facilità con cui si può escludere qualcuno da un gruppo online, semplicemente premendo un tasto, sottolinea la necessità di interventi mirati per promuovere l’inclusione e il rispetto reciproco tra gli adolescenti.
Il (cyber)bullismo inizia dalle elementari
Infine, la psicoterapeuta richiama l’attenzione sull’abbassamento dell’età delle vittime e dei bulli, con casi che iniziano già dalla scuola elementare. Questo fenomeno sottolinea la necessità di un dialogo aperto e costruttivo tra giovani e adulti, nonché di strategie di prevenzione e sensibilizzazione che coinvolgano scuole, famiglie e l’intera comunità.
In conclusione, il messaggio di Albonetti è chiaro: per combattere efficacemente il cyberbullismo, è fondamentale un approccio olistico che includa educazione, prevenzione e la promozione di un uso consapevole e rispettoso delle tecnologie digitali. Solo attraverso un impegno collettivo sarà possibile proteggere i giovani da questa sfida sempre più diffusa nell’era digitale.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.