Frode da 7 milioni di euro nel settore logistico: coinvolta anche un’azienda bergamasca

Le Fiamme Gialle hanno rilevato che i contratti di lavoro con i vari committenti mancavano degli elementi che caratterizzano la liceità dell'appalto

gdf guardia di finanza

Un’inchiesta della Guardia di Finanza di Treviso ha portato alla scoperta di una frode fiscale e somministrazione fraudolenta di manodopera nel settore della logistica, coinvolgendo 12 imprenditori, tra cui il titolare di un’azienda con sede a Bergamo. L’indagine, partita due anni fa da una cooperativa trevigiana, ha rivelato l’uso di falsi contratti d’appalto per un ammontare totale di 7 milioni di euro, mascherando esternalizzazioni di manodopera illegali.

Azienda bergamasca coinvolta in frode nel settore logistico

Le indagini hanno coinvolto 14 imprese, con la cooperativa trevigiana, al centro dell’attività investigativa, che forniva lavoratori a 13 aziende committenti. La maggior parte di esse si trovava in provincia di Treviso, ad eccezione di un’azienda bergamasca e una a Reggio Emilia. L’azienda bergamasca, incensurata, è ora sotto accusa insieme ad altri 11 imprenditori. Le Fiamme Gialle hanno rilevato che i contratti di lavoro con i vari committenti mancavano degli elementi che caratterizzano la liceità dell’appalto, come il rischio d’impresa e l’organizzazione autonoma di mezzi e risorse. Il corrispettivo dei contratti era commisurato esclusivamente al costo orario dei soci lavoratori forniti dalla cooperativa, senza legame a obiettivi di risultato. Inoltre, mancava l’organizzazione del lavoro e l’esercizio del potere direttivo in capo alla cooperativa, poiché le maestranze erano soggette alla gestione e controllo da parte dei committenti.

La frode ha coinvolto anche la falsificazione delle ore di lavoro, con le fatture emesse solo dopo la conferma da parte dei clienti sul corretto computo delle ore dei dipendenti. Questo fenomeno, definito “insidioso e grave” dalla Guardia di Finanza, aggira le tutele del mondo del lavoro attraverso un impiego distorto dell’appalto di servizi. I committenti stipulano formalmente l’appalto, assumono i lavoratori e assolvono agli obblighi fiscali e contributivi, ma i rapporti sono strutturati per “interporsi” tra i lavoratori e le aziende effettive, eludendo così le normative di tutela del lavoro.

Redazione

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