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Strade scambiate per discariche: multati 33 furbetti

La Provincia di Bergamo ha lanciato un progetto sperimentale di videosorveglianza per contrastare questa piaga ambientale. Le sanzioni variano da 42 a 600 euro, a seconda della gravità dell'infrazione e del contenuto dei sacchi abbandonati

rifiuti

Guidare lungo le strade di Bergamo può essere un’esperienza visiva sconvolgente, con sacchetti di immondizia, cartacce e rifiuti vari che si accumulano ai lati delle strade. La Provincia di Bergamo ha lanciato un progetto sperimentale di videosorveglianza per contrastare questa piaga ambientale, e a sei mesi dal suo avvio, ha multato 33 trasgressori, rivelando un malcostume diffuso che richiede un intervento urgente.

Rifiuti abbandonati per strada: la Provincia di Bergamo interviene

Il sistema, finanziato con un contributo di 200 mila euro da Regione Lombardia, è stato pionieristico, consentendo alla provincia di essere all’avanguardia nella lotta contro l’abbandono di rifiuti lungo le sue strade. Attualmente, il sistema dispone di 12 postazioni di controllo su strade provinciali chiave, ma si prevede di estendere ulteriormente la copertura. Le sanzioni variano da 42 a 600 euro, a seconda della gravità dell’infrazione e del contenuto dei sacchi abbandonati. Con il cambio della normativa a ottobre, è stato introdotto anche il rischio di denuncia penale. Le telecamere, collocate in 12 piazzole di sosta strategiche, sono attive 24 ore al giorno e si attivano quando rilevano movimenti, ad esempio di veicoli, con una seconda telecamera per la lettura delle targhe.

Mauro Bonomelli, delegato provinciale alla viabilità, ha commentato l’efficacia del progetto, affermando che ha già sanzionato 33 situazioni e agito come deterrente contro l’abbandono di rifiuti. Tuttavia, è convinto che il progetto possa crescere ed essere implementato ulteriormente per prevenire l’abbandono di rifiuti in altre zone della provincia. Il comandante Matteo Copia ha sottolineato che le sanzioni possono essere pesanti, raggiungendo i 600 euro per le infrazioni più gravi, e c’è ora il rischio di denuncia penale. La Provincia gestisce il sistema tramite un Centro di controllo remoto, che monitora costantemente le 12 postazioni di controllo. Massimiliano Rizzi, dirigente dell’unità di sviluppo strategico della viabilità della Provincia, ha evidenziato che, nonostante un riscontro positivo iniziale, il problema persiste su tutta la rete stradale, indicando una mancanza diffusa di cultura ambientale. Ogni anno, la provincia deve affrontare una spesa considerevole, stimata in circa 200 mila euro, per rimozione e smaltimento dei rifiuti, un costo che potrebbe essere evitato con una maggiore sensibilizzazione e responsabilità.

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