Un’analisi recente dell’Istituto “Polis” della Regione Lombardia rivela una tendenza preoccupante per le comunità montane della Bergamasca, con previsioni che indicano una perdita di 10 mila abitanti entro il 2031, con un calo del 3,4% rispetto al 2022. Questa riduzione interesserà tutte le cinque Comunità montane, che includono la Valle Seriana, la Valle Brembana, la Valle Imagna, la Valle di Scalve e i Laghi bergamaschi, evidenziando una sfida significativa per il mantenimento della vivacità sociale, economica e culturale di queste aree.
Declino in Valle Brembana
La Valle Brembana è quella che si prevede subirà il maggiore calo percentuale, con una diminuzione stimata del 6,4%, passando da 40.082 a 37.522 residenti. La Val di Scalve non è da meno, con un potenziale declino del 6,3% (da 4.041 a 3.788 abitanti). Tuttavia, la Val Seriana, la più popolosa, vedrà un decremento “limitato” al 4,1%, con una perdita di 5.360 residenti. Per quanto riguarda i Laghi bergamaschi e la Valle Imagna, i cali saranno rispettivamente del 2,1% e dello 0,7%.
Demografia e servizi nelle Valli
Questo fenomeno di spopolamento, che riguarda 42 comuni della provincia di Bergamo ad alto rischio di desertificazione demografica, pone in evidenza le problematiche legate non solo alla demografia ma anche alla capacità di attrarre nuove popolazioni e mantenere i servizi essenziali. L’invecchiamento della popolazione e la diminuzione dei giovani residenti richiedono una riflessione profonda sulle politiche da adottare per contrastare queste tendenze.
Le montagne e i bambini in meno
Le stime indicano che le cinque Comunità montane perderanno circa 7 mila bambini e adolescenti nei prossimi anni, un dato che sottolinea la criticità della situazione e l’urgenza di interventi mirati. Allo stesso tempo, la popolazione over 65 è destinata ad aumentare di 10mila unità , portando l’indice di vecchiaia da 187 a 260, un segno tangibile del progressivo invecchiamento delle comunità montane.
Le conseguenze dello spopolamento si riflettono in vari ambiti, dall’economia locale alla disponibilità di servizi, e richiedono una strategia complessiva che consideri le esigenze dei residenti attuali e future. Affrontare il declino demografico nelle valli orobiche significa non solo lavorare sulla natalità e sulle politiche familiari ma anche creare condizioni favorevoli per l’insediamento di nuove attività economiche e per il ritorno o l’arrivo di giovani e famiglie, in grado di riportare vitalità e dinamismo in queste preziose aree del patrimonio lombardo e italiano.
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