Ormai è emergenza aggressioni nei confronti degli operatori sanitari

Le aggressioni, sia fisiche che verbali, vengono monitorate e segnalate dagli stessi dipendenti degli ospedali. I dati raccolti mostrano un quadro preoccupante

Quattro anni fa, durante il picco della pandemia, il personale sanitario veniva acclamato come “eroico” per la sua battaglia contro il virus. Tuttavia, oggi il clima è cambiato drammaticamente, con un aumento costante degli attacchi verbali e fisici contro gli operatori sanitari, un fenomeno che si verifica quasi quotidianamente negli ospedali bergamaschi.

Ormai è emergenza aggressioni nei confronti degli operatori sanitari

In occasione della Giornata nazionale per l’educazione e la prevenzione contro la violenza, istituita per unire gli sforzi nel settore sanitario ed educativo, emerge la cruda realtà dei numeri: solo nell’Asst “Papa Giovanni” si sono registrati 103 casi nel 2023, mentre l’Asst Bergamo Est ha contato 165 episodi. Le infermiere sono le principali vittime di questa violenza. Le aggressioni, sia fisiche che verbali, vengono monitorate e segnalate dagli stessi dipendenti degli ospedali. I dati raccolti mostrano un quadro preoccupante, con un’aggressione mediamente ogni tre giorni nell’Asst “Papa Giovanni” e quasi una ogni due giorni all’Asst Bergamo Est. Le zone più a rischio sono quelle ad alta tensione emotiva, come i reparti di emergenza, le strutture di terapia intensiva e le unità di salute mentale. Tuttavia, la violenza si diffonde anche in settori apparentemente meno esposti, come l’amministrazione.

Le vittime di queste aggressioni sono spesso infermiere, donne e a volte membri di minoranze, mentre gli aggressori sono generalmente uomini, spesso sotto l’influenza di sostanze stupefacenti. Questo fenomeno ha richiamato l’attenzione della comunità scientifica internazionale, che ha cercato di identificarne le cause e le soluzioni. Il costo umano di queste aggressioni è enorme, minando non solo il benessere degli operatori sanitari, ma anche la sicurezza dei pazienti e il corretto funzionamento dei servizi sanitari. Solo promuovendo un clima di rispetto e sostegno si può sperare di creare un ambiente di lavoro sicuro per coloro che dedicano le loro vite al servizio degli altri. Non ci sono scuse per la violenza, e solo con un impegno collettivo possiamo combattere efficacemente questo grave problema.

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