La provincia di Bergamo si distingue per l’alta percentuale di padri che decidono di usufruire del congedo di paternità, posizionandosi tra le realtà più virtuose in Italia. Secondo un’indagine di Save the Children, l’81% dei papà bergamaschi sceglie di prendersi una pausa dal lavoro per dedicarsi ai nuovi nati, un dato che li vede superati solo da alcune province del Nord. Questo impegno riflette un cambiamento significativo nel ruolo del padre all’interno della famiglia, sottolineando una tendenza alla condivisione più equa delle responsabilità genitoriali.
Un trend in crescita, ma con disparità da colmare
Dal 2013 al 2022, la percentuale di padri italiani che hanno optato per il congedo è più che triplicata, segno di un cambiamento culturale in atto, che tuttavia convive ancora con notevoli squilibri di genere. Le donne continuano a essere quelle che maggiormente rinunciano alla carriera per la cura dei figli, evidenziando la necessità di politiche più inclusive.
Chi usufruisce di più del congedo di paternità?
I dati mostrano che il congedo di paternità è maggiormente sfruttato da uomini tra i 30 e i 49 anni, con una maggiore incidenza tra coloro che lavorano in aziende di medie e grandi dimensioni. Esiste ancora una forte disuguaglianza basata sul tipo di contratto di lavoro e sul reddito, con i lavoratori a tempo indeterminato e quelli in fasce di reddito medio-alte che ne usufruiscono di più.
Verso una maggiore equità
La direzione indicata da Save the Children punta a estendere il diritto al congedo di paternità a tutti i lavoratori, indipendentemente dal tipo di contratto, avvicinando il suo riconoscimento a quello del congedo di maternità. Questo rappresenta un passo fondamentale verso la piena equità genitoriale e la condivisione delle responsabilità nella cura dei figli.
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