La logistica si mangia l’agricoltura: la Fondazione Mia vende ettari a Isso

La Fondazione Mia, ovvero la Congregazione della Misericordia Maggiore, ha da tempo assunto una decisione di rilevanza territoriale mettendo in vendita un vasto terreno di proprietà a Isso, nelle vicinanze del casello di Romano di Lombardia dell’autostrada Brebemi. Questa mossa conferma quanto già discusso in passato come una possibilità concreta.

Da paesaggio agricolo a logistica

Il terreno, che copre un’area di 6 ettari, equivalenti a otto campi da calcio, diventerà presto l’ennesimo insediamento logistico nella pianura bergamasca. Per la precisione, il diciassettesimo. Questa trasformazione, sebbene lucrativa, significa sacrificare un altro pezzo di terra agricola, alimentando ulteriormente il dibattito sul surriscaldamento globale e sulla sostenibilità ambientale.

Dilemmi etici e finanziari

La decisione della Fondazione Mia, se da un lato risponde alla necessità di recuperare risorse dopo investimenti significativi nel recupero del convento di Astino, solleva interrogativi etici e morali. Fondazione con una storia secolare e uno scopo umanitario, la Mia si trova ora a dover bilanciare le esigenze finanziarie con il suo impegno sociale.

Sfide da affrontare

Nonostante il suo ruolo nell’assistenza alle persone in difficoltà, la Fondazione deve anche garantire la manutenzione della basilica di Santa Maria Maggiore. Le risorse limitate e gli investimenti passati nella riqualificazione di Astino hanno reso necessaria la vendita di terreni. Questo scenario solleva importanti interrogativi sulle priorità e sui valori della Fondazione.

Isso: storia di una pianificazione a metà

Per la verità, già i vecchi piani di governo del territorio di Isso prevedevano su quell’area un insediamento produttivo. La nuova attività, il diciassettesimo polo logistico nella Bassa, si collocherà all’intersezione tra le varianti all’ex statale Padana Superiore 11 e la ex 591. Lì e nei pressi era prevista una zona di espansione denominata “Industria nel verde”, inserita nel piano regolatore del 2005. Un grande comprensorio di ben 280 mila metri quadrati (più di trenta campi da calcio): la metà era destinata a verde, una parte sarebbe diventata il cimitero del piccolo paese della Bassa. Ma gli issesi defunti continuano a riposare nel finitimo cimitero di Barbata. E i 47 mila metri quadrati e oltre di coltivi verranno cementificati per fare cassa.

Redazione

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