L’Università di Bergamo ha annunciato, comunicandola anche alla Consulta degli Studenti la sospensione delle cerimonie di proclamazione delle lauree triennali a partire dalla sessione estiva dell’anno accademico 2023/2024, causando reazioni contrastanti tra gli iscritti rappresentati dalle varie sigle.
L’Università: basta cerimonie, regole violate
La decisione è stata presa a seguito di comportamenti non conformi durante le celebrazioni delle lauree, che hanno creato situazioni di pericolo e causato disagi alla comunità universitaria e ai residenti. Questi episodi hanno spinto l’Ateneo a intervenire per garantire il rispetto delle norme di ordine pubblico, sicurezza, igiene e decoro pubblico durante le cerimonie e i festeggiamenti successivi.
Stop ai comportamenti vietati
Le regole stabilite dall’Università vietano espressamente comportamenti come il lancio di petardi, l’utilizzo di fumogeni e fuochi d’artificio, il lancio di coriandoli di plastica, gli schiamazzi e qualsiasi altra azione che possa disturbare il normale svolgimento delle attività dell’Ateneo. Di qui la decisione del Senato Accademico, lo scorso 13 maggio, di dare lo stop alla proclamazione delle lauree dalla sessione estiva (giugno-luglio) in avanti.
Il dissenso degli studenti
In risposta alla decisione dell’Università, gli studenti hanno manifestato il loro dissenso attraverso una petizione promossa da Uni+, che ha raccolto più di 1.200 firme in poche ore. Il presidente di Uni+, Andrea Pagani, ha sottolineato la disponibilità al dialogo per trovare soluzioni alternative che consentano di celebrare adeguatamente il traguardo della laurea senza mettere a rischio la sicurezza.
Anche Azione Universitaria Bergamo ha preso posizione, condannando i comportamenti irresponsabili ma sottolineando l’importanza di consentire agli studenti di festeggiare in modo appropriato il raggiungimento di questo importante traguardo.
La decisione dell’Università di Bergamo ha generato un dibattito animato sulla necessità di bilanciare la celebrazione della laurea con il rispetto delle norme e della sicurezza pubblica.
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Certo che bisogna solo vergognarsi di non aver capito che la celebrazione di una laurea è un evento che richiede maturità, educazione e rispetto.
Se chi si sta laureando non ha capito nemmeno questo, significa che non ha capito nulla della vita, non ha capito come comportarsi in determinate occasioni.
La maleducazione è ormai dilagante purtroppo.
Spiace per quei tanti studenti che per colpa dei solito stupidi ne pagano le conseguenze.
Forse sarebbe il caso che anche i giovani ben educati (e ce ne sono tanti per fortuna) iniziassero a ribellarsi contro il degrado dei coetanei.