L’Amministrazione Comunale di Gandino ha avviato sin dal 2023 un programma di iniziative per commemorare l’Ottantesimo anniversario della Resistenza, dall’occupazione nazifascista fino alla Liberazione, il 25 aprile 1945. L’iniziativa ripercorre idealmente gli eventi successivi all’8 settembre 1943, quando entrò in vigore l’armistizio di Cassibile, firmato dal governo Badoglio I, che segnò la fine dell’alleanza ufficiale dell’Italia con la Germania nazista.
Ricordo dell’assassinio di Giacomo Matteotti e commemorazione dei partigiani
Il 10 giugno, Gandino ha ricordato il Centenario dell’assassinio di Giacomo Matteotti con una riflessione tra musica e parole. Ora, giovedì 11 luglio alle 20, in collaborazione con l’ANPI Valgandino, verrà commemorata l’uccisione dei partigiani Giovanni Cazzaniga e Tolmino Fontana, avvenuta nello stesso giorno del 1944 all’uscita della trattoria Trani in Via Opifici a Gandino.
L’agguato ai partigiani
“Alcune donne del paese avevano fatto conoscenza con uomini forestieri dall’apparenza distinta. Si dissero interessati a raggiungere in montagna le formazioni partigiane”, raccontava Iko Colombi, storico gandinese scomparso nel 2020. I forestieri ottennero di incontrare il partigiano Giovanni Cazzaniga “Maistrak” presso la Trattoria Trani. Cazzaniga arrivò accompagnato da Tolmino Fontana “Magnanino”, un giovane cremonese. Si rivelò una tragica imboscata: Cazzaniga fu ucciso immediatamente, mentre Fontana, colpito alla schiena mentre cercava di scappare, fu finito alla testa. I loro corpi rimasero a terra a mezzogiorno, visibili ai mille operai che uscivano dagli opifici, per mostrare la sorte che spettava ai “fuorilegge”.
Cazzaniga e Fontana
La salma di Cazzaniga fu portata in casa dal padre, mentre quella di Fontana fu raccolta dal curato don Francesco Ghilardi e da alcuni volontari. Giovanni Cazzaniga aveva solo 21 anni, mentre Tolmino Fontana, originario di Robecco d’Oglio (Cremona), era l’ultimo di diciotto fratelli. Solo dopo la guerra la sua identità fu conosciuta grazie agli annunci sui giornali cremonesi.
La giustizia post-bellica
Il 3 settembre 1946, la Corte d’Assise di Bergamo condannò Giuseppe Isoretti e Gaetano Perola, ex militi repubblichini della “Banda Resmini”, a 16 anni e 8 mesi di carcere (con il condono di un terzo della pena). Gli altri due accusati, Mangialardo e Giudici, furono assolti.
Le radio clandestine nella Resistenza
Alle 20.45, nel Salone della Biblioteca di Gandino, verrà approfondito il tema delle radio clandestine nella Resistenza. Queste radio furono fondamentali per far pervenire informazioni e sostenere il morale dei partigiani. A Gandino, una radio clandestina fu installata in via Mazzini grazie a giovani locali, tra cui Giuseppe Mosconi, classe 1927 e medico del paese per molti anni. Questa radio trasmetteva Radio Londra dalla fine del 1943 fino ai primi mesi del 1944, quando fu chiusa a seguito di una delazione alla polizia fascista.
L’evento rappresenta un’occasione per riflettere sulla storia locale durante la Resistenza e per ricordare il sacrificio di chi ha lottato per la libertà.

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