Don Corinno Scotti, conosciuto per il suo impegno pastorale durante il difficile periodo della scomparsa di Yara Gambirasio, è scomparso ieri, lunedì 12 agosto, alle 15.15. Si trovava presso la Casa di riposo Piccinelli di Scanzorosciate, dove era stato accolto nel settembre dello scorso anno. Aveva 84 anni e aveva prestato servizio in diverse comunità, lasciando un segno indelebile nel cuore di molti fedeli.
La vita di don Corinno Scotti
Nato a Morengo, don Corinno seguì la sua vocazione entrando in Seminario dopo aver frequentato il Ginnasio presso i Salesiani di Treviglio. Fu ordinato sacerdote l’8 giugno 1963 dal vescovo Giuseppe Piazzi, pochi giorni dopo la morte di Papa Giovanni XXIII. Dopo aver servito come curato nella parrocchia di San Tomaso a Bergamo per otto anni, partì per l’Ecuador come missionario nella diocesi di Esmeraldas, un’esperienza che lo segnò profondamente.
Don Corinno trascorse molti anni in missione, alternando periodi in Ecuador (dal 1971 al 1977 e dal 1978 al 1982) a incarichi nella diocesi di Bergamo, tra cui economo spirituale di Colere, delegato vescovile di Rovetta, e direttore dell’Ufficio missionario diocesano. Nel 2002 divenne parroco di Brembate Sopra, ruolo che ricoprì fino al 2015.
Gli anni cruciali nella comunità di Yara
Durante il suo ministero a Brembate Sopra, don Corinno fu coinvolto in uno dei momenti più difficili per la comunità: la scomparsa e la morte di Yara Gambirasio. In quegli anni, divenne un punto di riferimento per i parrocchiani, condividendo il dolore e cercando di mantenere l’unità della comunità. Organizzò veglie di preghiera e offrì spazi di riflessione, invitando tutti a trasformare il dolore in un’opportunità per la preghiera e il perdono.
La sua forza spirituale e il suo impegno instancabile furono fondamentali per aiutare la comunità a superare quei momenti difficili. Anche la famiglia Gambirasio ha espresso il proprio cordoglio e la vicinanza ai familiari di don Corinno, ricordando il sostegno che egli offrì in quelle settimane di dolore.
L’ultimo saluto
Dopo aver raggiunto l’età della pensione, don Corinno ha continuato a servire la Chiesa come collaboratore presso la parrocchia di Levate e come custode del santuario della Madonna del Bailino. Negli ultimi mesi, la lotta contro una forma di leucemia che, lentamente, ne ha minato le forze fisiche ma non la lucidità mentale, mantenuta fino agli ultimi giorni.
La camera ardente è stata allestita nel santuario del Bailino a Levate, dove i fedeli possono rendergli omaggio. Domani, mercoledì 14 agosto, i funerali, alle ore 10 nella chiesa parrocchiale di Morengo, suo paese natale.
Don Corinno Scotti lascia le sorelle Maria Assunta e Umberta e un’eredità spirituale fatta di servizio, missione e dedizione alla comunità. Il suo ricordo resterà vivo nei cuori di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di essere guidato dalla sua parola e dal suo esempio.
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