Omicidio di Terno: la confessione di Sangare e l’indagine sul delitto

Un sabato convulso tra rivelazioni, presa di posizione della famiglia Verzeni contro l'ipotesi di raptus e richiesta di convalida del fermo: il caso Terno d'Isola tiene ancora banco

moussa sangare

La confessione e gli attimi precedenti il delitto

Il 31enne Moussa Sangare ha confessato l’omicidio di Sharon Verzeni, avvenuto la notte tra il 29 e il 30 luglio a Terno d’Isola. Durante la confessione, il disoccupato di origini maliane ha rivelato di aver detto a Sharon “Scusa per quello che sta per succedere” prima di colpirla al cuore con un coltello. La giovane donna, colta di sorpresa, ha solo avuto il tempo di chiedere “Perché?” senza ricevere alcuna risposta. Sangare, uscito di casa quella sera con quattro coltelli, ha agito in maniera premeditata, come confermato dalla procuratrice facente funzione di Bergamo, Maria Cristina Rota. L’uomo è attualmente detenuto nel carcere di Bergamo, in isolamento e sotto stretta sorveglianza, seguito dagli psicologi dell’istituto.

La convalida del fermo e le prime reazioni

Nella giornata di sabato 31 agosto, il pubblico ministero Emanuele Marchisio ha presentato la richiesta di convalida del fermo per omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi. L’udienza davanti al gip è prevista per lunedì 2 settembre. Intanto, l’avvocato di Moussa Sangare, Giacomo Maj, ha dichiarato che il suo assistito è apparso frastornato e provato, e che al momento ogni valutazione riguardante una perizia psichiatrica sarebbe prematura.

La risposta della famiglia Verzeni

La famiglia di Sharon Verzeni, tramite il legale Luigi Scudieri, ha rilasciato una dichiarazione in cui rigetta l’ipotesi di un “raptus improvviso” o di una “scatto d’ira”. Scudieri ha sottolineato come Sangare abbia avuto tutto il tempo per pianificare l’omicidio, dato che quella notte aveva minacciato altre due persone prima di aggredire Sharon. La famiglia Verzeni si oppone fermamente a qualsiasi tentativo di minimizzare la gravità dell’accaduto attribuendolo a una momentanea incapacità mentale dell’aggressore.

Il ritorno di Sergio Ruocco a Terno d’Isola

Il giorno successivo all’arresto di Sangare, Sergio Ruocco, compagno di Sharon, è tornato a Terno d’Isola. Nonostante la casa in cui viveva con la fidanzata sia ancora sotto sequestro, Ruocco è tornato per salutare il parroco del paese, con il quale lui e Sharon stavano seguendo il corso per fidanzati in vista del matrimonio. Ruocco, che al momento risiede a Bottanuco dai familiari di Sharon, ha lasciato dei fiori bianchi nel luogo dove la giovane è stata uccisa, un gesto carico di dolore e simbolismo.

Redazione

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