A Bergamo si registra un incremento delle denunce per furti e rapine, i cosiddetti reati predatori. Secondo i dati pubblicati dal Sole 24 Ore, nel 2023 sono state registrate 14.536 denunce per furto (+1.112 rispetto all’anno precedente) e 445 per rapina (+103), che in totale superano le 40 denunce giornaliere. L’aumento delle denunce riguarda vari tipi di furti, tra cui furti in abitazione (+511), in esercizi commerciali (+5), furti di auto e moto (+505), e furti con strappo e destrezza (+213). Anche le rapine in abitazione e in attività commerciali sono aumentate, rispettivamente con 42 (+17) e 57 (+23) denunce. Inoltre, le rapine in strada sono salite a 250 (+51).
Parallelamente, anche le violenze sessuali e le frodi informatiche sono in aumento. Le denunce per violenze sessuali sono state 134 (+32), mentre le truffe e frodi informatiche hanno raggiunto le 4.993 denunce (+489).
Nonostante questi numeri, Bergamo si posiziona solo al 44º posto nella classifica nazionale per indice di criminalità stilata dal Sole 24 Ore, con un totale di 37.420 denunce, pari a 3.367 ogni 100 mila abitanti. Le grandi città come Milano, Roma e Firenze sono ai vertici della classifica, mentre le città considerate più sicure sono Oristano, Potenza e Treviso.
Gli esperti, però, invitano a non creare allarmismi. Il Sole 24 Ore spiega che il numero dei reati denunciati sta tornando ai livelli pre-pandemia, dopo il calo registrato durante gli anni di restrizioni per il Covid-19. Nel 2023, sono stati denunciati in Italia 2,34 milioni di reati, con un aumento dell’1,7% rispetto al periodo pre-pandemico e del 3,8% rispetto al 2022. Tuttavia, i dati del primo semestre del 2024 mostrano una lieve flessione del -1,1%, suggerendo che il fenomeno non è in crescita esponenziale.
Secondo gli esperti, non c’è un vero allarme criminalità : i numeri attuali sono ancora inferiori rispetto a quelli di dieci o vent’anni fa. Il trend delle denunce, che aveva toccato il suo minimo nel 2019, si sta semplicemente riassestando sui livelli del 2016-2018, ma risulta comunque in calo del 17% rispetto al 2014. L’Italia, quindi, rimane più sicura rispetto al passato.
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