Per contrastare la diffusione della lingua blu (Blue tongue) in Bergamasca, sarà avviata una campagna di vaccinazione di massa per almeno 150 mila animali, con l’obiettivo di proteggere l’80% della popolazione bovina e ovicaprina della provincia. Il piano è in fase di definizione e vedrà l’Ats di Bergamo collaborare con la Regione e il Ministero per l’organizzazione delle somministrazioni nelle singole aziende agricole.
Lingua blu: la campagna vaccinale per ovicaprini
L’emergenza è stata scatenata dalla diffusione della febbre catarrale degli ovini, una malattia non pericolosa per l’uomo ma che colpisce gravemente bovini e ovicaprini, con i primi casi registrati in Lombardia a partire dal 26 agosto 2024. Le autorità hanno immediatamente attivato misure restrittive per limitare la movimentazione degli animali, come il divieto di partecipazione a fiere e mercati, colpendo eventi importanti come la Fiera di Sant’Alessandro e altre fiere zootecniche programmate da agosto a ottobre nelle aree montane.
Le cifre della profilassi zootecnica
La vaccinazione si concentrerà su una popolazione stimata di 122 mila bovini e 65.500 ovicaprini, di cui 20 mila allevati in greggi vaganti. Le autorità stanno pianificando le operazioni logistiche necessarie per somministrare il vaccino direttamente nelle aziende agricole, con l’intento di raggiungere l’immunità di gregge, che richiede la vaccinazione di almeno l’80% degli animali a rischio.
Maltempo e lingua blu
Le province di Bergamo, Lecco e Brescia sono state tra le più colpite dal maltempo e dalle successive problematiche sanitarie legate alla diffusione della lingua blu. Il piano vaccinale è in fase di preparazione e l’inizio della somministrazione è previsto per l’inizio del 2025, in tempo per proteggere gli animali prima dell’estate, quando si spostano verso gli alpeggi. Le autorità sanitarie stanno monitorando la situazione per garantire che la campagna sia completata in tempo utile, evitando ulteriori focolai.
Le restrizioni
Nonostante la situazione critica, le misure adottate finora hanno permesso di mantenere sotto controllo la diffusione della malattia in provincia, con restrizioni meno severe in alcune aree come la Val di Scalve e alcuni comuni della Bassa. Al momento, tutti gli animali sono stati fatti scendere dagli alpeggi verso le pianure per evitare che il freddo e la scarsità di cibo mettesse ulteriormente a rischio i capi.
In attesa dell’arrivo dei vaccini, la Regione ha già avviato il processo per acquisirli e assicurare che la vaccinazione venga completata prima dell’inizio della stagione estiva. Gli obiettivi primari sono limitare al massimo la circolazione del virus e proteggere le aziende agricole dalla perdita di capi, garantendo così la continuità delle attività zootecniche locali.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.