Caso Yara: i legali di Bossetti esaminano nuovi reperti dell’indagine

In aula sono stati mostrati oggetti appartenenti a Yara Gambirasio e materiali raccolti nel campo di Chignolo, mentre Massimo Bossetti ha seguito l'udienza in videocollegamento dal carcere

Il 7 ottobre 2024, presso la Corte d’Assise di Bergamo, la difesa di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha esaminato altri reperti legati all’indagine. Gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini hanno potuto visionare il contenuto di quattro scatole di materiali che includevano oggetti personali della vittima, tra cui i guanti, le chiavi di casa e il filo delle cuffiette dell’iPod che Yara aveva con sé la sera del 26 novembre 2010, quando venne rapita.

Esame di nuovi reperti
Durante l’udienza, i legali di Bossetti hanno continuato a esaminare i reperti, con l’obiettivo di individuare elementi che potrebbero portare a una possibile revisione del processo. Tra i materiali visionati, oltre agli oggetti personali di Yara, c’erano una corda, una roncola trovata a Filago e materiali raccolti dai carabinieri della Scientifica nel campo di Chignolo, luogo dove il corpo della giovane ginnasta fu ritrovato il 26 febbraio 2011.

In un’udienza precedente, erano già stati esaminati i vestiti della vittima e le provette contenenti materiale biologico. Tuttavia, i legali della difesa avevano segnalato la mancanza di alcuni elementi, inclusi nella lista presentata con la richiesta di accesso ai reperti, per i quali si è proseguito l’esame in questa sessione.

Richiesta di accesso ai materiali autoptici
Durante l’udienza, la difesa di Bossetti ha anche chiesto di visionare i materiali autoptici custoditi presso l’Istituto di Medicina Legale di Milano. La Corte ha disposto che la Polizia Giudiziaria verifichi la disponibilità di tali materiali e fornisca una relazione dettagliata in merito.

Prossima udienza
Il processo riprenderà il 2 dicembre 2024, con nuove udienze volte a esaminare ulteriori elementi. Bossetti, attualmente detenuto nel carcere di Bollate, ha seguito l’udienza in videocollegamento. Presenti in aula anche il pubblico ministero Letizia Ruggeri, il procuratore di Bergamo Maurizio Romanelli e gli avvocati Andrea Pezzotta ed Enrico Pelillo, che rappresentano la famiglia Gambirasio.

Redazione

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