A Bergamo, il problema dei senzatetto si fa sempre più grave. Oltre cento persone sono costrette a dormire per strada ogni notte, tra minacce di violenti e condizioni di insicurezza nei dormitori. Don Davide Rota, superiore del Patronato San Vincenzo, che da oltre dieci anni si occupa di chi vive ai margini, conferma il peggioramento della situazione, soprattutto negli ultimi anni. Questo nonostante la struttura di via Gavazzeni ospiti più di trecento bisognosi.
Senzatetto: italiani e immigrati
Il fenomeno non riguarda solo gli immigrati o le persone provenienti da altri Paesi. Molti sono italiani, uomini e donne del territorio, che hanno perso casa e lavoro, e si ritrovano senza una rete di sostegno. A Bergamo, si calcola che circa seicento persone siano senza un’abitazione stabile. Circa cinquecento riescono a trovare un rifugio grazie al dormitorio del Galgario e altre strutture della città come la Bonomelli in Malpensata. Tuttavia, per molti altri, l’unica opzione rimane la strada.
Le condizioni dei senzatetto a Bergamo
Mentre alcune persone trovano riparo nei dormitori, molti altri si rifugiano in stazione, nei vagoni ferroviari, nei portici o in tende piantate qua e là in città o nelle zone periferiche. Un esempio tragico è la storia di Fabio Bellini, un bergamasco di 48 anni, che viveva in una tenda a via Niccolò Tommaseo. Fabio era ben conosciuto dai servizi della Caritas e del Patronato San Vincenzo, un assistito che non aveva mai creato problemi. La scorsa settimana, il 3 ottobre, è stato trovato morto nella sua tenda, vittima di un malore, probabilmente dovuto alle condizioni di vita estreme e alla mancanza di assistenza. La differenza è che gli immigrati hanno molte meno opportunità degli italiani di tirarsene fuori, per la loro posizione precaria anche dal punto di vista amministrativo.
Un nuovo dormitorio per affrontare l’emergenza
La crescente crisi abitativa richiede soluzioni concrete. Le strutture esistenti non sono sufficienti per coprire le necessità di tutti. La costruzione di un nuovo dormitorio, simile a quello del Galgario, è una proposta che si fa strada tra gli operatori sociali. Un nuovo spazio sicuro e accogliente per i senzatetto sarebbe essenziale per garantire la loro sicurezza e offrire un punto di partenza per un eventuale percorso di reintegrazione sociale.
Le associazioni e gli enti che si occupano di accoglienza continuano a lanciare l’allarme, chiedendo interventi più incisivi da parte delle istituzioni per rispondere a una situazione che non riguarda più solo l’emarginazione sociale, ma anche la sicurezza e la dignità di centinaia di persone.
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