Durante il processo contro la titolare del nido montessoriano Girotondo, emergono testimonianze preoccupanti. La struttura ha chiuso nel 2020, ma la titolare, P.M., 53 anni, è accusata di maltrattamenti su minori, con episodi che avrebbero coinvolto diversi bambini tra il 2015 e il 2018. Durante l’udienza del 16 ottobre, due madri hanno raccontato come i loro figli abbiano manifestato segnali di disagio psicologico e comportamentale dopo aver frequentato il nido.
Una delle madri ha raccontato a Bergamonews che il suo bambino, dopo essere stato al nido, non riusciva più a dormire, soffriva di incubi e si mostrava apatico. Un’altra mamma, che ha tenuto il figlio al nido solo per un mese, ha riferito che il bambino aveva cominciato a strapparsi i capelli e mostrava segni di aggressività . Una volta cambiato asilo, il piccolo aveva ripreso a dormire e a mostrarsi sereno. Questi episodi hanno spinto le famiglie a presentare un esposto, sollevando dubbi sul trattamento riservato ai bambini nella struttura.
Le testimonianze delle educatrici che lavoravano al Girotondo hanno confermato le preoccupazioni. Una di loro ha raccontato che i bambini venivano lasciati soli a piangere nella stanza della nanna e che la titolare era solita alzare la vocesia con i piccoli che con lo staff. Inoltre, venivano date direttive discutibili, come il risparmio sui pannolini e il riutilizzo dei guanti di lattice, pratica giudicata poco igienica. L’educatrice ha descritto la titolare come una persona autoritaria che trattava i bambini con durezza, isolandoli e mettendoli “nell’angolo del pensiero” come punizione.
Un episodio particolarmente toccante riguarda un bambino minacciato dalla titolare che, dopo avergli detto che un’ambulanza lo avrebbe portato via, iniziava a piangere ogni volta che sentiva una sirena.
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