A Ponteranica, nel cantiere della tramvia Teb, i lavori sono ripresi, ma il rumore delle ruspe non riesce a coprire il silenzio carico di dolore lasciato dalla tragica scomparsa di Valentin Florin Palade, operaio 44enne originario di Galați, Romania. Venerdì scorso, un muro di pietre e cemento, alto quattro metri e lungo dieci, è crollato improvvisamente durante i lavori, travolgendo Valentin, che è rimasto senza scampo. Colleghi e passanti hanno deposto fiori e lettere di cordoglio in via Foppetta, dove si è consumato il dramma, per ricordare il lavoratore e offrire supporto morale alla sua famiglia.
“Gentile Valentin,” recita uno dei messaggi, “Bergamo è vicina al dolore dei tuoi cari e, come loro, non dimenticherà la tua presenza, il tuo sorriso, la tua laboriosità”. Frasi toccanti e sincere che testimoniano come la comunità di Ponteranicasia profondamente colpita dall’evento, considerandolo una tragedia che poteva e doveva essere evitata.
Richiesta di una targa commemorativa
Tra i messaggi si è fatta strada anche una richiesta condivisa da più cittadini e lavoratori: una targa per commemorare Valentin Florin Palade, un uomo che stava lavorando per migliorare la città di Bergamo, contribuendo alla costruzione della nuova linea tramviaria che la collegherà a Villa d’Almè. L’operaio, assunto da poche settimane da una ditta in subappalto, Effe 81 Costruzioni, operava in un progetto affidato alla Milesi Sergio di Gorlago. Silvio e Ilena, firmatari di una delle lettere lasciate al cantiere, hanno scritto un toccante messaggio per sollecitare una targa che mantenga viva la memoria di Valentin.
Indagini in corso e ipotesi di omicidio colposo
L’incidente ha scosso anche il settore della sicurezza sul lavoro, richiamando l’attenzione della Procura di Bergamo, che ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo. Gli indagati includono il datore di lavoro di Valentin, quello dell’impresa appaltatrice e il coordinatore della sicurezza del cantiere, con l’intento di far luce sulle circostanze e sulle eventuali responsabilità. Si spera che le indagini possano chiarire se ci siano state negligenze o errori nelle misure di sicurezza, che avrebbero potuto prevenire un simile incidente.
Una comunità scossa
Il dramma di Valentin ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nei cantieri e sul diritto dei lavoratori di operare in condizioni sicure, ma soprattutto di poter tornare a casa a fine giornata. Lo testimoniano le parole lasciate in uno dei biglietti: “Nel 2024 si ha diritto ad avere un lavoro, ma si ha anche diritto di tornare a casa”. Un residente della zona, Marco Testa, ha condiviso sui social una foto dell’operaio, ripresa poche ore prima dell’incidente. Nella sua testimonianza, Marco descrive Valentin come una persona serena e sorridente, volendo ricordarlo non come una semplice vittima, ma come un uomo che stava contribuendo al progresso della comunità.
Valentin viveva a Brescia e vantava una lunga esperienza nei cantieri infrastrutturali, lavorando con impegno e professionalità. La sua scomparsa ha toccato anche i colleghi, che hanno subito lanciato l’allarme venerdì scorso, intorno alle 11, dopo aver udito il forte boato del crollo. Valentin, assente all’appello, è stato rinvenuto solo dopo un’attenta ricerca tra le macerie, con il suo elmetto visibile tra i detriti.
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