In occasione della Giornata Internazionale degli Studenti, numerosi collettivi bergamaschi si mobiliteranno il 15 novembre per contestare le politiche governative sull’istruzione e proporre un nuovo modello di scuola. Alle 14:30, da piazzale Marconi, partirà il corteo organizzato dai gruppi studenteschi Libertà e Partecipazione, Uni+, Unibgforpalestine, Unione degli studenti, Pugno Chiuso e Marielle Franco. La protesta intende denunciare i tagli al sistema educativo, ritenuti un attacco all’accessibilità e qualità dell’istruzione pubblica.
Tagli e privatizzazione: l’università a rischio
Secondo i rappresentanti degli studenti, la manifestazione nasce come reazione a vent’anni di riduzione dei finanziamenti all’istruzione pubblica. Questa crisi colpisce soprattutto chi frequenta scuole e università, dove si percepisce sempre più un senso di estraneità, in un sistema che — denunciano i collettivi — si avvicina alla logica aziendale. A questo si aggiunge il recente taglio di 500 milioni di euro dal Fondo di Finanziamento Ordinario universitario disposto dal governo Meloni, un provvedimento che, secondo i promotori, indebolisce il concetto di università libera, accessibile e inclusiva.
Gli studenti avvertono che il calo dei finanziamenti porterà a una serie di conseguenze critiche per il sistema educativo: aumento delle tasse universitarie, riduzione delle agevolazioni per gli studenti, ridimensionamento delle borse di studio e peggioramento della qualità didattica. La prospettiva di una riduzione della No Tax Area, che limita l’esenzione dalle tasse in base al reddito, aggraverebbe ulteriormente la situazione per gli studenti a basso reddito.
Rischio di influenza delle aziende belliche e ambientali
Con la diminuzione delle risorse pubbliche, gli studenti temono che l’università diventi sempre più dipendente dalle sponsorizzazioni delle aziende private, in particolare di quelle legate ai settori delle armi e dei combustibili fossili. Questi finanziamenti privati potrebbero indirizzare la ricerca verso fini economici e strategici di tipo militare o ambientale, allontanandola dall’obiettivo primario di un’educazione libera e indipendente.
La situazione critica delle scuole pubbliche
Il quadro allarmante non riguarda solo le università. Anche le scuole pubbliche in Italia affrontano difficoltà crescenti, con edifici spesso inadeguati, docenti malpagati e una didattica considerata antiquata. Tuttavia, anziché rafforzare il sistema scolastico con finanziamenti adeguati, le istituzioni sembrano orientate a introdurre misure repressive, come dimostrato dalla riforma Valditara del voto in condotta e l’introduzione dell’educazione alla “Patria e all’impresa” nei programmi di educazione civica. Secondo i collettivi, queste misure servirebbero solo a promuovere un messaggio politico senza risolvere i problemi strutturali delle scuole.
Solidarietà agli studenti palestinesi
La manifestazione di venerdì sarà anche un momento per mostrare solidarietà agli studenti palestinesi. Gli organizzatori ricordano che le scuole e le università nella Striscia di Gaza sono state distrutte dai bombardamenti israeliani, impedendo di fatto il diritto all’istruzione per molti giovani. La manifestazione sostiene il boicottaggio accademico di Israele come segno di opposizione alla violenza e alla guerra, rifiutando che istruzione e studenti diventino complici di un conflitto.
Una scuola pubblica e solidale come alternativa
L’obiettivo del corteo è quello di proporre un modello educativo che ponga al centro l’istruzione, laicità e solidarietà. In contrapposizione a una società che investe nella difesa militare, i collettivi auspicano un sistema educativo che formi cittadini consapevoli e solidali, non solo futuri lavoratori. Questo nuovo modello dovrebbe essere uno spazio per la costruzione del sapere libero e per promuovere la solidarietà tra i popoli, senza condizionamenti esterni.
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