La provincia di Bergamo ha registrato nel 2023 un consumo di suolo significativo, consolidando la sua posizione tra le più colpite in Lombardia. Secondo i dati presentati nel rapporto annuale dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), reso pubblico il 3 dicembre, la provincia si colloca al terzo posto per superficie trasformata, con 108 ettari urbanizzati. Questo dato, pur segnando un miglioramento rispetto al secondo posto dell’anno precedente, resta una questione critica.
I numeri della cementificazione in Lombardia
In Lombardia, la superficie urbanizzata ha raggiunto i 290.979 ettari nel 2023, pari al 12,2% del territorio regionale, mentre il consumo di suolo annuale ammonta a 728 ettari. Bergamo, con 33.004 ettari urbanizzati, rappresenta circa l’11% del totale regionale. Tra le province lombarde, Brescia guida la classifica con 137 ettari di suolo consumato, seguita da Milano con 131.
A livello nazionale, l’Italia conta 2.157.766 ettari urbanizzati, che corrispondono al 7,2% del territorio del Paese, con un incremento di 6.439 ettari nel 2023. In questo scenario, la Lombardia emerge come la regione più cementificata, superando ampiamente la media nazionale con il 12,2%.
Il ruolo dell’asse Brescia-Bergamo-Milano
Il consumo di suolo è particolarmente concentrato lungo la direttrice servita dall’autostrada Brebemi, con il 52% del totale regionale imputabile a questa zona. Questo fenomeno, spiega Legambiente, alimenta il rischio di una continua urbanizzazione che potrebbe trasformare l’area tra Milano e Brescia in un unico grande distretto industriale e logistico.
Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, critica duramente la gestione del territorio: «Nonostante una legge regionale contro il consumo di suolo approvata dieci anni fa, i risultati sono deludenti. Si continua a costruire su terreni agricoli, ignorando le numerose aree dismesse presenti sul territorio», ha dichiarato.
Impatto sui capoluoghi e i piccoli centri
Il fenomeno non risparmia nemmeno le città capoluogo. Milano, ad esempio, ha perso 15 ettari di campi agricoli solo nel 2023, trasformandoli in nuovi edifici. Bergamo segue con 6,3 ettari di verde consumato, posizionandosi al terzo posto tra gli undici capoluoghi lombardi. In controtendenza, città come Lodi e Lecco hanno registrato un consumo di suolo pressoché nullo.
Tuttavia, l’espansione urbanistica colpisce principalmente le campagne e i piccoli centri, spesso vittime di un’urbanizzazione disordinata che privilegia la costruzione di nuovi capannoni logistici a scapito del patrimonio naturale. Questo fenomeno è particolarmente evidente nelle aree a nord e a sud del fiume Po.
Legambiente: urgono alternative sostenibili
Secondo Legambiente, la cementificazione continua a crescere per via della mancanza di politiche efficaci che incentivino l’uso di aree già urbanizzate o dismesse. L’Emilia-Romagna e il Veneto, insieme alla Lombardia, condividono la responsabilità di un incremento significativo dei capannoni logistici, spesso costruiti senza una pianificazione strategica a lungo termine.
Questo modello di sviluppo, denuncia l’associazione, rappresenta una minaccia per il fragile equilibrio tra urbanizzazione e preservazione del territorio agricolo e naturale. L’appello è rivolto alle istituzioni affinché adottino misure più incisive per fermare il consumo di suolo, tutelando il paesaggio e promuovendo un uso più razionale delle risorse disponibili.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.