Il Comune di Bergamo studia nuove soluzioni per incentivare l’uso dei parcheggi d’interscambio e migliorar(n)e i collegamenti con il trasporto pubblico locale. Solo un paio di queste grandi infrastrutture lungo il quadrante urbano, infatti, vengono abitualmente sfruttate da chi entra nel capoluogo o vi si sposta specialmente per lavoro.
L’assalto alle ultime strisce bianche
Contestualmente all’aumento delle tariffe sulle strisce blu, trovare un parcheggio gratuito in città è diventato sempre più difficile. Le ultime strisce bianche, presenti nei quartieri di San Paolo, Loreto, viale Giulio Cesare, Conca Fiorita e nelle zone più interne ma periferiche come Colognola, sono prese d’assalto già dalle prime ore del mattino. Dopo le 8, trovare un posto libero diventa quasi impossibile, una situazione ben nota ai residenti, che da tempo chiedono al Comune più spazi a loro disposizione.
L’assessore alla Mobilità Marco Berlanda sottolinea l’importanza di tutelare sia i residenti sia le esigenze di chi, ogni giorno, porta lavoro e ricchezza in città: «Il Comune ha il dovere di proteggere i residenti, ma deve anche considerare gli interessi di chi si sposta per lavoro o altre necessità».
I parcheggi d’interscambio: un utilizzo a macchia di leopardo
A fronte della carenza di parcheggi gratuiti nelle zone centrali, l’alternativa offerta dai parcheggi d’interscambio risulta ancora poco utilizzata in molte aree. Ad oggi, in città sono disponibili 14 parcheggi d’interscambio gratuiti, per un totale di 2.919 posti auto, ma solo alcuni risultano quasi esauriti.
Quelli più vicini al centro, in via Broseta bassa (Croce Rossa), via Betty Ambiveri (Cristallo Palace), viale Pirovano e piazzale Goisis, registrano un’elevata affluenza grazie alla vicinanza con le fermate dei mezzi pubblici. Al contrario, aree come via Spino, via Grumello e via Borgo Palazzo rimangono perlopiù mezze vuote, anche se le fermate degli autobus sono a pochi passi.
L’assessore Berlanda se lo spiega con la compresenza di residenti e pendolari come unico modo per riempirli, dopo che l’amministrazione comunale ha soddisfatto la richiesta dei primi di riservare loro una quota di stalli, “magari regolamentandoli con il disco orario per evitare soste di sei-otto ore da parte dei pendolari”.
I problemi dei parcheggi poco frequentati
In alcune aree, definire “d’interscambio” certi parcheggi risulta comunque inappropriato. Per esempio, nei casi di via Spino e via Grumello, la fermata dei mezzi pubblici più vicina è raggiungibile solo con una camminata di 10 minuti. Senza un potenziamento del trasporto pubblico o servizi di car sharing, questi parcheggi rischiano di rimanere inutilizzati. Per l’assessore alla Mobilità di Palazzo Frizzoni serve valutare i flussi di traffico, la domanda potenziale e garantire un’integrazione con il trasporto pubblico, perché “senza la possibilità di completare il tragitto con i mezzi, i parcheggi continueranno a rimanere vuoti”. Ogni nuova tratta di autobus richiede investimenti significativi, con costi annuali che raggiungono centinaia di migliaia di euro.
Nuovi spazi e progetti in arrivo
In vista di alcuni cantieri imminenti, tra cui quello sul ponte ferroviario di via San Bernardino, il Comune sta lavorando per individuare nuovi spazi che possano servire come parcheggi temporanei. Tra le novità, entro la fine di febbraio, è prevista l’apertura di un nuovo parcheggio d’interscambio in via Lunga, nell’area della fiera, che offrirà 300 posti auto.
Questo parcheggio, però, non sarà gratuito: il costo sarà di 5 euro al giorno, comprensivo di due biglietti dell’autobus per il trasporto da e verso il centro città. Secondo l’assessore Berlanda, la tariffa è “accettabile”, ma sarà fondamentale migliorare il servizio di trasporto pubblico per garantirne l’efficacia.
Il piano per il trasporto pubblico locale
Un altro elemento chiave per il futuro della mobilità a Bergamo sarà il nuovo affidamento del servizio di trasporto pubblico locale. Il Comune sta collaborando con l’Agenzia del trasporto pubblico per ridisegnare le linee, tenendo conto dei futuri progetti come l’e-Brt e la nuova linea Teb, un’occasione per riorganizzare il reticolo del trasporto pubblico e integrare meglio i parcheggi d’interscambio con le linee urbane.
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