Violenza di genere, presidio l’8 febbraio a Bergamo: focus su diritti ed educazione

La Rete scende in piazza per protestare contro il dirottamento dei fondi destinati all’educazione affettiva e sessuale

Continua la mobilitazione della Rete bergamasca contro la violenza di genere, che il prossimo 8 febbraio alle 18, in Largo Rezzara a Bergamo, terrà un presidio per sensibilizzare sull’importanza dei diritti e dell’educazione affettiva e relazionale. La manifestazione arriva in risposta alla recente decisione di dirottare i fondi ministeriali destinati ai percorsi educativi nelle scuole secondarie verso l’educazione sull’infertilità, una scelta che gli organizzatori definiscono preoccupante.

Educazione e diritti al centro della protesta

Secondo la Rete, il contesto attuale è caratterizzato da una riduzione dei diritti acquisiti, dalla mancata valorizzazione delle diversità e dall’eliminazione dell’educazione affettiva e sessuale dalle scuole. La decisione di destinare 500.000 euro previsti per l’educazione alla parità e al rispetto nelle relazioni a programmi sull’infertilità viene letta come un segnale negativo:

“Si tratta di un passo indietro che ignora la necessità di formare le nuove generazioni al rispetto e alla consapevolezza nelle relazioni. Senza educazione affettiva e sessuale si lasciano spazio alla violenza e alla discriminazione.”

La connessione tra diritti, educazione e violenza

La Rete sottolinea come l’assenza di percorsi educativi adeguati e la riduzione dei diritti possano contribuire a perpetuare modelli patriarcali e discriminazioni, aumentando il rischio di violenza nelle relazioni. Per questo, l’obiettivo è quello di promuovere iniziative di formazione, sia nelle scuole che nei luoghi di lavoro, affinché il tema della parità venga affrontato in maniera strutturale.

La richiesta di maggiori risorse per contrastare la violenza di genere

Oltre alla protesta contro il taglio dei fondi, la Rete lancia un appello per un maggiore impegno istituzionale nel contrasto alla violenza di genere. Le priorità indicate includono:

  • Maggiore supporto economico e logistico per le donne vittime di violenza
  • Aumento delle case rifugio e delle opportunità lavorative per chi cerca di ricostruire la propria vita
  • Rafforzamento della rete di supporto, con più risorse per associazioni e centri antiviolenza

Gli organizzatori denunciano anche la scarsa attenzione politica al tema, evidenziando come spesso i fondi pubblici vengano destinati ad altre priorità, ignorando le esigenze delle persone più vulnerabili.

La manifestazione dell’8 febbraio a Bergamo sarà quindi un’occasione per ribadire la necessità di investire in educazione, prevenzione e supporto, strumenti fondamentali per combattere la violenza di genere in modo efficace e duraturo.

Redazione

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