La mobilitazione dei metalmeccanici prosegue con un’adesione tra l’80% e il 90% nelle aziende bergamasche. Lo sciopero, indetto per venerdì 21 febbraio da Fim, Fiom e Uilm, ha visto la partecipazione di numerosi lavoratori del settore. Dalle 8 alle 12, si è svolto un presidio davanti alla sede di Confindustria Bergamo, presso il Kilometro Rosso, per manifestare contro lo stallo nelle trattative per il rinnovo del contratto nazionale.
Le ragioni della protesta
Lo sciopero fa parte di una mobilitazione avviata già in autunno, a seguito della rottura delle trattative con Federmeccanica e Assistal. I sindacati denunciano la mancata disponibilità delle controparti a riaprire il confronto sulla base delle richieste avanzate nella piattaforma sindacale, che ha ricevuto il voto favorevole di oltre il 98% dei lavoratori.
Secondo i rappresentanti sindacali, il rinnovo contrattuale è essenziale per garantire migliori condizioni economiche e normative ai dipendenti del settore metalmeccanico, in un contesto di crescente incertezza economica e inflazione.
Alta adesione in Bergamasca
I dati raccolti nelle principali aziende del territorio confermano una partecipazione significativa allo sciopero, con percentuali di adesione comprese tra l’80% e il 90%. La mobilitazione ha coinvolto operai e impiegati di numerose realtà produttive, con un forte impatto sulle attività industriali della provincia.
I sindacati ribadiscono la necessità di una ripresa immediata delle trattative, auspicando un dialogo costruttivo per arrivare a un nuovo contratto nazionale in grado di rispondere alle esigenze dei lavoratori e del settore.
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