Marinoni: “La medicina del territorio è sotto assedio, rischio privatizzazione”

Il presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo avverte: il trasferimento dei medici nelle case di comunità favorirebbe il settore privato a discapito dei pazienti.

malattia

La medicina del territorio è a rischio e potrebbe subire una drastica trasformazione a favore del settore privato. A lanciare l’allarme è Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo, che denuncia il pericolo di una progressiva erosione della sanità pubblica. Secondo Marinoni, il piano di spostare i medici di base nelle case di comunità potrebbe avere conseguenze negative per i cittadini, riducendo l’accessibilità e la qualità delle cure primarie.

Il rischio della privatizzazione delle cure primarie

Negli ultimi anni, sono emersi servizi privati che offrono prestazioni tipiche della medicina di famiglia. “Non è illegittimo, ma è il segnale di un’erosione della sanità pubblica”, avverte Marinoni tramite Bergamonews. Il trasferimento dei medici di basenelle case di comunità, con un ruolo più burocratico e amministrativo, potrebbe aprire ulteriori spazi di mercato che i privati sarebbero pronti a occupare, lasciando i cittadini con meno opzioni e costi più elevati.

“Si perderebbe il rapporto medico-paziente”

Un’altra criticità evidenziata riguarda la perdita del rapporto diretto con i pazienti, uno dei capisaldi della medicina del territorio. Marinoni sottolinea che, se i medici diventassero dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale, dovrebbero coprire turni prestabiliti nelle case di comunità, riducendo la continuità assistenziale e l’accesso personalizzato alle cure.

“Ogni cittadino ha diritto ad avere il proprio medico di fiducia, possibilmente scelto da lui stesso”, ribadisce il presidente dell’Ordine. Inoltre, il costo per rendere i medici di base dipendenti sarebbe altissimo, senza garantire un miglioramento del servizio.

Telemedicina e intelligenza artificiale: opportunità e rischi

Un altro tema cruciale è l’uso della tecnologia nella medicina territoriale. Marinoni evidenzia la necessità di una regolamentazione chiara per la telemedicina, che nel settore pubblico segue linee guida precise, mentre nel privato esiste una deregulation totale.

L’intelligenza artificiale, se usata in modo corretto, potrebbe essere un valido supporto, ma senza regole chiare rischia di creare valutazioni incomplete e decisioni rischiose. In alcuni Paesi, come il Regno Unito, ci sono già esperienze in cui le decisioni mediche non passano sempre attraverso un medico, un modello che secondo Marinoni potrebbe essere pericoloso.

La battaglia per difendere la medicina pubblica

L’appello di Marinoni è chiaro: non smantellare la medicina territoriale in nome di una riorganizzazione che potrebbe favorire il settore privato. La priorità deve rimanere l’accesso equo e universale alle cure, con medici di base vicini ai pazienti e non relegati a un ruolo amministrativo nelle case di comunità.

Redazione

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