Cantiere dell’e-Brt paralizza via Moroni: cali fino al 60%, negozi e bar in crisi

Traffico congestionato e clienti in fuga: commercianti chiedono un fondo di sostegno. “Mai così male, neanche durante il Covid”

La costruzione della linea e-Brt, il nuovo bus elettrico attivo da luglio 2026 tra Bergamo e Verdellino, sta mettendo in ginocchio le attività commerciali lungo la Provinciale 525, in particolare tra il Villaggio degli Sposi e Dalmine. Il traffico bloccato e il senso unico alternato in via Moroni hanno dissuaso molti clienti, che oggi scelgono strade alternative per evitare lunghe code, con effetti diretti su vendite e occupazione.

I danni economici si fanno sentire in modo pesante. Il Baby Bazar di Lallio ha registrato un calo del fatturato superiore al 15%. “Alcuni dipendenti sono già stati lasciati a casa, altri rischiano il posto se la situazione non cambia”, racconta la titolare Natascia, che da oltre 12 anni gestisce il punto vendita a ridosso del confine con Bergamo.

Ancora più grave il caso del Re Caffè Scudeletti, che ha visto crollare le vendite del 60% nel solo mese di febbraio. “Una volta era necessario prenotare, ora i clienti faticano ad arrivare. Siamo fermi, ma le spese sono le stesse”, spiega il titolare Marco Scudeletti, che sta valutando con il consulente del lavoro la possibilità di richiedere la cassa integrazione per i suoi 15 dipendenti. “Non ero così preoccupato neppure durante il Covid”, aggiunge a Bergamonews.

La difficoltà non è tanto nell’accesso fisico alle attività, quanto nella percezione del disagio. Come confermato dall’assessore alla Mobilità di Bergamo, Marco Berlanda, i negozi sono sempre stati raggiungibili, ma una parte consistente del traffico si è spostata altrove, con un impatto immediato sul giro d’affari, soprattutto per benzinai, ristoranti e negozi posizionati lungo l’arteria.

ATB, soggetto attuatore del progetto, è consapevole dei disagi e, in collaborazione con la società appaltatrice Vitali Spa, ha annunciato un’accelerazione dei lavori per ripristinare il doppio senso in via Moroni. Tuttavia, la conclusione del cantiere resta condizionata dal maltempo e dalla complessa rete di sottoservizi, che ha rallentato l’intervento più del previsto. Al momento non esiste una data certa per la riapertura completa.

Dal territorio, intanto, arriva un appello unanime: serve un fondo di sostegno per le attività danneggiate. I commercianti chiedono alle amministrazioni locali un confronto diretto per studiare compensazioni economiche o altre forme di aiuto che possano evitare chiusure e licenziamenti.

La sindaca di Lallio, Sara Peruzzini, conferma di aver sollevato fin dall’inizio le criticità legate al progetto: “Ho lavorato con i progettisti per ridurre l’impatto sul territorio. A Lallio non è stato istituito alcun senso unico alternato proprio per contenere i disagi”. Pur comprendendo le difficoltà attuali, la sindaca sottolinea che l’opera può rappresentare un’opportunità nel lungo periodo: “In futuro i commercianti potranno trarre beneficio dalla nuova infrastruttura”.

L’amministrazione comunale di Bergamo si è detta disponibile a incontrare gli operatori per individuare correttivi e soluzioni condivise. Ma per molti esercenti, il tempo stringe, e il rischio concreto è che un cantiere destinato a modernizzare la mobilità si trasformi in una condanna per il tessuto economico locale.

Redazione

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