Jashandeep Badhan, il 20enne accusato dell’omicidio di Sara Centelleghe, ha confermato davanti al pubblico ministero le dichiarazioni rese il giorno del suo arresto. Interrogato dal pm Gianpiero Golluccio dopo la chiusura delle indagini, il giovane ha ribadito di aver assunto cocaina, eroina e cortisone la sera del delitto, dichiarando di essere entrato in casa della ragazza alla ricerca di marijuana per calmarsi.
L’omicidio risale alla notte del 26 ottobre 2024. Badhan, che viveva nello stesso condominio della vittima, ma con accesso da un altro ingresso, aveva scritto un messaggio a un’amica di Sara, invitandola a incontrarlo sotto i portici dell’edificio. La ragazza, che all’epoca era minorenne, lo aveva atteso invano. Tornando verso l’appartamento, aveva notato impronte insanguinate sulle scale e trovato l’abitazione di Sara a soqquadro. Il corpo della 18enne giaceva nella sua camera da letto, in un lago di sangue.
Secondo quanto accertato dall’autopsia, Sara è stata colpita almeno 67 volte con un paio di forbici, dopo essere stata aggredita fisicamente con pugni. L’aggressione sarebbe avvenuta mentre la giovane era appena sveglia, dopo essersi appisolata. Il movente, secondo la ricostruzione, sarebbe legato alla ricerca di sostanze stupefacenti, che l’indagato pensava di poter trovare nello zaino della ragazza.
Badhan è accusato di omicidio volontario aggravato, con le aggravanti della crudeltà, della minorata difesa della vittima e dello scopo di rapina. Rischia l’ergastolo. La dinamica ricostruita dagli investigatori è supportata da numerosi elementi: le tracce ematiche lasciate durante la fuga, la ferita sulla mano riscontrata al momento dell’arresto, e le dichiarazioni fornite durante l’interrogatorio in caserma, dove il giovane ha confessato dopo ore di confronto con i carabinieri.
I militari avevano seguito le tracce di sangue fino all’abitazione dell’indagato, che tentava di nascondere una ferita compatibile con l’aggressione. Una volta portato in caserma, aveva ammesso i fatti, raccontando di aver avuto bisogno di marijuana per sedare l’agitazione provocata dall’uso combinato di cocaina ed eroina.
Durante l’interrogatorio con il pm, Badhan ha confermato i dettagli già forniti: la porta d’ingresso dell’appartamento di Sara era aperta, lui era entrato senza forzature, aveva iniziato a rovistare tra gli effetti personali della giovane, che nel frattempo si era svegliata. Il contatto improvviso avrebbe dato origine a una violenta colluttazione conclusa con l’uso delle forbici.
Il 20enne è detenuto nel carcere di Pavia, assistito dall’avvocato Roberto Grittini. La Procura ha formalmente chiuso le indagini, aprendo la strada al processo, che potrebbe concludersi con la richiesta del massimo della pena prevista dalla legge.
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