Il significato del Talacimanno a Gandino
La Settimana Santa a Gandino è da sempre una celebrazione che unisce religiosità e tradizione popolare. Ogni anno, a partire dalla sera del Giovedì Santo, la comunità si ritrova con il ritorno dell’antico rituale del Talacimanno. Questo evento affonda le sue radici in secoli di storia e segna l’inizio della riflessione sulla Pasqua. Dopo la messa in Coena Domini, che si celebra alle 20.30 nella Basilica, il campanile della città diventa il palcoscenico di un rituale unico: alcuni fedeli, con l’uso della “tola” (una tavola di legno con doppio battente), sostituiscono le campane mute, chiamando i fedeli con urla che ricordano le figure dei “muezzin d’Occidente”, come li definiva Ludovico Ariosto nel suo Orlando Furioso.
Un’arte che unisce generazioni: il cortometraggio sul Talacimanno
Il richiamo del Talacimanno non è solo un evento sonoro, ma un gesto simbolico che mette in evidenza la continuità tra le generazioni. Nel 2023, l’antica tradizione ha ispirato la realizzazione di un cortometraggio da parte del videomaker Paolo Colleoni, che ha ricevuto il prestigioso Campanile d’Argento al “Sacrae Scenae Ardesio Film Festival”. Questo lavoro, che racconta la storia e il valore del Talacimanno, è disponibile online ed è stato apprezzato non solo per il suo valore culturale, ma anche per il legame che crea tra passato e presente, unendo diverse generazioni. Quest’anno, come da tradizione, Fulvio Masinari, noto per il suo ruolo di Talacimanno, e Celestino Caccia, custode di questo rito, salgono di nuovo sul campanile per mantenere viva questa tradizione che arricchisce la Settimana Santa a Gandino.
La “Cruca”: una prelibatezza che lega la cucina alla storia locale
Oltre al Talacimanno, un’altra tradizione che contraddistingue Gandino durante la Quaresima è la preparazione della “Cruca“, una specialità gastronomica che viene realizzata principalmente il Venerdì Santo. Questa vivanda, descritta da Antonio Tiraboschi nel 1873 nel suo “Vocabolario dei dialetti bergamaschi”, è composta da farina di frumento, zucchero, uva candiotta e altre spezie, il tutto fritto nell’olio. Le radici di questa ricetta affondano nella storia commerciale e culturale di Gandino, dove i mercanti di pannilana influenzarono la cucina locale. La presenza della cannella e dell’uva di Candia, provenienti da Creta, testimonia i legami commerciali di Gandino con altre regioni d’Europa. Oggi la “Cruca” viene preparata dai fornai locali, come La Spiga d’Oro Anesa, Panificio Picinali e Panificio Persico, che mantengono viva questa tradizione gastronomica.

Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.