Morengo, schiuma nel canale Gronda Sud: la Regione dispone nuovi controlli

Dopo anni di segnalazioni e interrogazioni politiche, Arpa avvia ulteriori accertamenti per individuare le cause dell’inquinamento

Nuovi accertamenti ambientali ordinati dalla Regione Lombardia

Regione Lombardia ha disposto una nuova serie di controlli da parte di Arpa per verificare la qualità delle acque nel punto in cui il canale Gronda Sud confluisce nel fiume Serio, nel comune di Morengo. Il provvedimento arriva dopo l’interrogazione parlamentare presentata dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) Devis Dori e l’intervento del consigliere regionale Onorio Rosati. L’inquinamento nel tratto è oggetto di segnalazioni da diversi anni, ma le cause del fenomeno restano tuttora sconosciute.

La pressione politica riporta il tema al centro dell’agenda regionale

È soprattutto grazie all’impegno dei rappresentanti di Europa Verde Bergamo e Sinistra Italiana che il caso è tornato alla ribalta. Giuseppe Canducci, Oriana Ruzzini e Alfredo Di Sirio si sono fatti portavoce dell’indignazione dei cittadini. L’iniziativa parlamentare di Dori, affiancata da quella regionale di Rosati, ha sottolineato la necessità di un’azione coordinata e trasparente, che coinvolga le istituzioni locali, regionali e nazionali in un piano di monitoraggio costante.

Il mistero della schiuma: ogni giorno, alla stessa ora

Secondo le segnalazioni, la formazione di schiuma avviene ogni mattina a partire da un orario specifico, suggerendo che gli sversamenti possano avere una natura sistematica. «Qualcuno sversa, e lo fa a un’ora precisa», denuncia il deputato Dori, che evidenzia come le ripercussioni non siano solo ambientali, ma potenzialmente anche sanitarie. Arpa, affermano da Avs, avrebbe dovuto avviare autonomamente i campionamenti, ascoltando le istanze dei cittadini.

Le responsabilità e le richieste di trasparenza

Secondo il consigliere regionale Rosati, l’inerzia istituzionale non è più accettabile: dopo anni di controlli e tavoli tecnici, non si è ancora riusciti a individuare la fonte dell’inquinamento. Anche Oriana Ruzzini e Giuseppe Canducci puntano il dito contro “la gestione superficiale delle risorse idriche” e chiedono “una verifica capillare degli scarichi industriali lungo tutto il reticolo idrico coinvolto”. Il fiume Serio, affermano, non può più essere un ricettacolo di sostanze sconosciute.

La questione ambientale è anche questione sociale

Alfredo Di Sirio sottolinea che la mancanza di risposte da parte delle istituzioni sta creando sfiducia e disillusione nelle comunità locali. I cittadini di Morengo e dei comuni limitrofi vivono una condizione di incertezza che mina la qualità della vita. «Serve trasparenza nei dati raccolti – conclude – e questi devono essere accessibili a tutti. La tutela ambientale non può essere delegata solo ai comuni: è compito della Regione e dei consorzi attivarsi per identificare e sanzionare i responsabili».

Redazione

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