Una misura universale e strategica per il futuro dell’Italia. Così Elena Carnevali, sindaca di Bergamo, definisce la proposta di asili nido gratuiti per tutti, lanciata da Giovanna Ricuperati, presidente di Confindustria Bergamo, durante la Festa del Primo Maggio. L’intervento della sindaca arriva in risposta alle considerazioni della Ricuperati, che ha evidenziato come la gratuità del servizio possa essere un argine concreto al calo demografico e un volano per l’occupazione femminile, ancora troppo bassa in provincia di Bergamo.
“Un tema che ci riguarda tutti, come società, come città, come Paese”, ha sottolineato Carnevali. La sindaca ha condiviso in pieno l’analisi proposta da Confindustria, che ha anche toccato la questione della disparità salariale di genere, sottolineando come siano le donne, ancora oggi, a farsi carico della maggior parte del lavoro di cura. Un ritardo, questo, che l’Italia continua a scontare sul piano delle politiche familiari e dei servizi per l’infanzia, nonostante le risorse messe in campo con il PNRR.
Proprio dal PNRR è arrivata per Bergamo l’opportunità di ampliare in modo concreto l’offerta dei servizi educativi per l’infanzia. L’amministrazione ha avviato la demolizione e ricostruzione di cinque asili nido, che porteranno complessivamente a 140 nuovi posti. Un investimento importante, sostenuto anche da risorse comunali: nel 2025, il Comune coprirà il 78% dei costi dei nidi, pari a circa 9 milioni di euro.
Tuttavia, Carnevali evidenzia anche una criticità strutturale nel sistema di finanziamento: i Comuni più virtuosi, ovvero quelli che hanno già raggiunto l’obiettivo del 33% di copertura posti-nido rispetto alla popolazione, come richiesto dall’Unione Europea, vengono esclusi dai finanziamenti aggiuntivi, a favore di chi è più indietro. Un paradosso che, secondo la sindaca, penalizza chi ha investito per tempo e con efficacia.
“Sarebbe davvero un grande progetto strategico poter offrire asili nido gratuiti come misura universale, parte del percorso educativo scolastico”, ha affermato Carnevali a Bergamonews. Oggi, invece, il servizio rimane “a domanda individuale”, ovvero gestito e finanziato su iniziativa degli enti locali, con una forte disomogeneità tra territori.
Per la sindaca, il superamento della logica dei bonus — come quello nazionale e regionale per gli asili nido — sarebbe il passo decisivo dopo l’introduzione dell’assegno unico universale. “Serve una politica strutturale per le famiglie, specie nei primi 1000 giorni di vita di un bambino, che la scienza indica come fondamentali per lo sviluppo cognitivo e relazionale”, ha spiegato.
L’obiettivo, per Carnevali, non è solo educativo, ma sociale e culturale: dare a tutte le famiglie pari opportunità, alleggerire il carico sulle donne, favorire l’occupazione femminile e contrastare il declino demografico. Una visione che incontra sempre più il consenso anche da parte delle associazioni imprenditoriali, come dimostra l’uscita pubblica di Confindustria.
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