Bergamo si stringe intorno alla famiglia di Riccardo Claris, il 26enne ucciso in via Ghirardelli. Nella Casa del commiato di via Suardi, dove è stata allestita la camera ardente, il flusso di amici, parenti e conoscenti è stato ininterrotto per tutta la giornata. Un momento particolarmente toccante è stato l’abbraccio tra la sindaca Elena Carnevali e la madre di Riccardo, un gesto che ha sintetizzato l’immenso dolore di una comunità ancora sotto shock per l’omicidio.
L’abbraccio della sindaca: «Come due mamme»
Verso le 18 di giovedì, la sindaca Carnevali è arrivata alla camera ardente accompagnata dall’assessore Marzia Marchesi, legata alla madre di Riccardo da un rapporto di vicinato e di lavoro. Carnevali ha raccontato il loro incontro: «È stato un momento molto intimo e personale. Ci siamo parlate a lungo come si parlano due mamme. Ho ascoltato il suo dolore e la sua sofferenza».
Un dolore che la comunità ha voluto condividere anche attraverso la presenza di rappresentanti dell’Atalanta, che hanno fatto visita alla famiglia Claris, portando un segnale di vicinanza in un momento così difficile.
L’addio a Riccardo: funerali fissati per venerdì 9 maggio
I funerali di Riccardo Claris si terranno oggi, venerdì 9 maggio, alle 10, nella chiesa parrocchiale di borgo Santa Caterina, che si preannuncia già gremita di amici, parenti e semplici cittadini. Sulle fotografie di Riccardo, distribuite alla camera ardente, la famiglia ha voluto lasciare un messaggio semplice ma profondo: «Nessuno muore finché vive nel cuore di chi resta».
Lo zio di Riccardo: «Ora sta emergendo la verità»
Presente alla camera ardente, lo zio di Riccardo, Luca Salvioni, ha voluto esprimere tutto il suo sgomento per una morte che definisce assurda e incomprensibile. «È assurdo morire così. Non c’è stata alcuna rissa, tutto sarebbe potuto finire con uno scontro verbale se non ci fosse stato quel secondo momento in cui l’aggressore è sceso con il coltello». Salvioni ha poi aggiunto a L’Eco di Bergamo: «I coltelli hanno le lame lunghe, le bugie hanno le gambe corte. Adesso sta emergendo la verità su come sono andate realmente le cose».
Il riferimento è alle dichiarazioni di Jacopo De Simone, il 18enne arrestato per l’omicidio, la cui versione è stata ritenuta inattendibile dal giudice.
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