In un piccolo borgo di montagna dove la tranquillità era la normalità , da un mese si vive nell’angoscia. Cornalba, 300 anime a 900 metri d’altitudine in Val Brembana, è bersagliata da una serie inquietante di incendi dolosi: 13 roghi appiccati in appena 25 giorni, l’ultimo sabato 24 maggio. E la paura è ormai palpabile.
«La gente ha paura anche a dormire», raccontano i residenti a L’Eco di Bergamo, molti dei quali anziani. Le fiamme sono divampate in pieno giorno e di notte, in tre vie concentrate in appena 200 metri: via Papa Giovanni XXIII, via Manzoni e via don Zambelli. Obiettivi ripetuti: legnaie, baracche, magazzini e perfino ingressi di abitazioni private.
Un’escalation senza precedenti
Il primo incendio risale al 30 aprile, una legnaia. Da lì, una sequenza continua: roghi appiccati anche a pochi metri dalle abitazioni, alcuni dei quali contenuti solo grazie al pronto intervento dei residenti, muniti di estintori e secchi d’acqua. I Vigili del fuoco di Zogno sono già intervenuti cinque volte: sabato sera l’ultimo episodio, sempre in via Papa Giovanni XXIII, con fiamme vicine a una casa.
«È diventato impossibile vivere sereni», ammette il sindaco Luca Vistalli, che si è fatto portavoce della crescente preoccupazione. «Sono in corso indagini dei carabinieri di Serina. Ci auguriamo vengano identificati presto i responsabili, ma intanto il paese è in allerta».
Nessun testimone, videosorveglianza fai-da-te
Nonostante le numerose denunce, non ci sono testimoni né immagini utili dalle telecamere pubbliche, motivo per cui diversi cittadini stanno installando sistemi privati di sorveglianza. L’origine dolosa è ormai certa: in più di un’occasione gli incendi sono stati appiccati in pieno giorno, come il 2 maggio, quando una legnaia è stata data alle fiamme alle 17 in via Manzoni.
Interi quartieri nel mirino
Tra gli episodi più preoccupanti, una baracca incendiata accanto a un’abitazione, le cui fiamme sono penetrate anche all’interno; una catasta di legna andata in fumo a pochi metri da una casa; l’intercapedine di un edificio colpita alle 11.30 e poi, lo stesso giorno, alle 16.30 una porta di magazzino incendiata.
I residenti sono esasperati, e il clima di tensione cresce. «Non dormiamo più – spiegano –, temiamo di svegliarci tra le fiamme». L’angoscia è tale che in molti evitano di lasciare le abitazioni incustodite, anche solo per brevi commissioni.
Un paese paralizzato dalla paura
Cornalba, da rifugio silenzioso per chi ama la natura, si è trasformata in un luogo segnato dal sospetto e dall’ansia. Il rischio concreto che qualcuno possa rimanere ferito è altissimo, specie tra le fasce più fragili della popolazione.
Le forze dell’ordine proseguono le indagini, ma al momento non è stata esclusa alcuna pista: un piromane seriale, un atto di ritorsione, o un disturbo di natura psichiatrica. La popolazione, intanto, attende risposte rapide e concrete.
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