A cinque anni dalla pandemia, i consumatori bergamaschi si mostrano sempre più oculati nelle spese, con un crescente interesse per la sostenibilità e i prodotti economici. È quanto emerge da una recente indagine commissionata da Confcommercio Bergamo a Format Research, che ha analizzato l’andamento del settore retail in città e provincia. Il quadro che ne risulta mette in luce un commercio in trasformazione, ma ancora poco digitalizzato: solo 2 imprese su 10 utilizzano l’e-commerce, nonostante i segnali positivi per chi ha già investito in questo canale.
Clienti più attenti e meno acquisti d’impulso
La ricerca fotografa una nuova consapevolezza dei consumatori: oltre il 64% dei commercianti ha notato una riduzione degli acquisti superflui a favore di beni realmente necessari. Il 20,5% ha segnalato una preferenza per i prodotti non di marca, mentre il 17,9% ha riscontrato una maggiore attenzione all’ambiente. In parallelo, il 43,6% delle imprese registra un’affluenza stabile, ma il 38,5% lamenta un calo, a fronte di un 17,9% in crescita.
«Tra inflazione e stipendi fermi, i cittadini sono sempre più attenti a pianificare le spese, riducendo gli acquisti d’impulso», ha detto Oscar Fusini, direttore di Confcommercio Bergamo, a Bergamonews. A questo si aggiungono fattori logistici, come il minor tempo libero e il ricorso crescente all’auto privata per fare acquisti.
I cantieri PNRR e il rischio desertificazione
Un altro elemento critico segnalato da Confcommercio riguarda l’impatto della moltiplicazione dei cantieri PNRR, che pur mirando a una migliore mobilità futura, stanno creando disagi per i negozi limitrofi. Il timore, spiegano, è che si inneschi un processo di desertificazione commerciale, soprattutto nelle aree urbane più congestionate.
Le strategie dei negozi: promozioni e servizi personalizzati
Per far fronte al cambiamento, i commercianti si stanno adattando, puntando su:
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servizi di ordinazione per prodotti non disponibili (66,7%),
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offerte speciali e sconti (59%),
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aumento della varietà di prodotti (55,4%),
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sostenibilità ambientale (28,2%),
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programmi di fidelizzazione (27,9%).
Tuttavia, resta limitato l’utilizzo dell’e-commerce, nonostante la pandemia abbia dimostrato l’efficacia del canale digitale per sostenere le vendite. Solo il 15,4% delle imprese locali ha attivato un servizio online, e tra queste, i risultati sono incoraggianti:
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66,2% ha ampliato l’offerta,
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35,5% ha registrato più ordini,
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50,6% segnala un peso crescente delle recensioni online.
E-commerce: opportunità ignorata?
L’84,6% delle imprese bergamasche non vende online. Di queste, il 97% non intende farlo, per mancanza di risorse economiche o interesse. Solo il 3% prevede di attivare un servizio di commercio elettronico entro il 2026. Questo dato appare particolarmente significativo in un contesto dove il comportamento dei clienti si sta evolvendo verso un modello multicanale.
Secondo Luca Bonicelli, presidente del Gruppo Gastronomi Salumieri di Confcommercio Bergamo, anche la logica della prossimità è cambiata: «La scelta del negozio non è più dettata dalla vicinanza, ma da criteri più ampi e flessibili».
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