Il 2025 si sta rivelando un anno nero per la sicurezza stradale nel territorio bergamasco. Con 30 vittime registrate al 20 giugno, la provincia si avvicina pericolosamente al bilancio complessivo del 2024, che si era chiuso con 44 morti sulle strade. A confermare il trend preoccupante sono i dati diffusi dall’Associazione Familiari Vittime della Strada, che lanciano un nuovo allarme sociale e sollecitano interventi urgenti e strutturali.
Febbraio e giugno i mesi più tragici
Tra i mesi più colpiti figurano febbraio, con 8 decessi, e giugno, che ha già fatto registrare 7 vittime in soli 20 giorni: 4 automobilisti, 2 motociclisti e un pedone. Una scia di sangue che attraversa tutte le categorie di utenti della strada e conferma la pericolosità crescente delle arterie urbane ed extraurbane, nonostante l’entrata in vigore, lo scorso dicembre, del nuovo Codice della Strada, che prevede sanzioni più severe per le infrazioni.
Secondo Ivanni Carminati, presidente dell’associazione bergamasca per le vittime della strada, le misure punitive non stanno producendo gli effetti sperati: «Serve un cambio culturale, non bastano le multe. I comportamenti scorretti sono ancora diffusissimi: uso del cellulare alla guida, velocità eccessiva, mancato rispetto della segnaletica sono all’ordine del giorno».
Chi sono le vittime: età, orari e giorni più a rischio
L’analisi dettagliata delle vittime di giugno rivela dati allarmanti:
-
Fascia più colpita: tra i 46 e i 65 anni (14 vittime)
-
Seconda fascia a rischio: giovani tra i 19 e i 30 anni (8 vittime)
-
Orario più critico: tra le 12:00 e le 18:00, con 12 decessi
-
Giorno più pericoloso: il giovedì, con 7 morti
Una regolarità inquietante che fa dire a Carminati sulle pagine de L’Eco di Bergamo: «A giugno si è registrato un decesso ogni 3-4 giorni. È devastante dover constatare quanto poco impatto abbiano gli appelli alla prudenza».
A livello nazionale, anche giugno si conferma drammatico, con episodi gravi come i due frontali avvenuti a Chieti e Frosinone, che hanno causato quattro morti ciascuno. Ancora una volta, la velocità è tra le cause principali.
“Mobilità Sicura”: l’impegno per una nuova cultura della strada
Per tentare di invertire la tendenza, anche Bergamo ha aderito a “Mobilità Sicura”, la campagna nazionale attiva dal 20 marzo promossa in collaborazione con ACI. L’iniziativa punta su educazione, prevenzione e coinvolgimento degli utenti, in particolare attraverso azioni dirette sul territorio.
Valerio Bettoni, presidente dell’Automobile Club Bergamo, spiega: «La sicurezza è un diritto di tutti. Con i nostri 29 mila soci stiamo lavorando per diffondere una cultura del rispetto e della responsabilità alla guida». L’obiettivo è coinvolgere scuole, associazioni, enti locali e cittadini per creare una rete consapevole e attiva nella promozione della sicurezza.
Serve responsabilità individuale
Nonostante l’inasprimento delle sanzioni e le campagne di sensibilizzazione, resta centrale il tema della responsabilità individuale. Le strade bergamasche – come molte altre in Italia – sono diventate luoghi ad alto rischio, dove la distrazione, la superficialità e l’arroganza possono costare la vita.
La sfida è culturale prima ancora che normativa: servono controlli più capillari, infrastrutture sicure, ma soprattutto una guida più consapevole. Solo così, forse, il drammatico conteggio potrà finalmente fermarsi.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.