Ciserano, capannone usato come discarica abusiva: blitz dei carabinieri e nove irregolari

Gestione illecita di rifiuti e lavoratori in nero: sigilli a un edificio industriale e denuncia per un 45enne di Brembate

Un capannone industriale trasformato in una discarica clandestina, con rifiuti pericolosi e lavoratori irregolari impiegati senza alcuna tutela legale. È quanto emerso dal maxi blitz condotto dai carabinieri della compagnia di Treviglio e dalla Polizia locale di Ciserano, in collaborazione con numerosi reparti specializzati dell’Arma, che ha portato al sequestro di un immobile di circa 700 metri quadrati nella zona industriale di Ciserano.

All’interno dell’edificio, secondo quanto accertato dagli investigatori, nove cittadini senegalesi erano impegnati in operazioni di cernita e gestione di rifiuti, destinati al mercato africano, in totale assenza di autorizzazioni. Cinque di loro risultavano assunti in nero, mentre tre erano privi di permesso di soggiorno, in condizioni di soggiorno irregolare sul territorio italiano.

Denunciato il titolare: rifiuti pericolosi e gravi violazioni

A capo dell’attività è stato individuato un senegalese di 45 anni residente a Brembate, affittuario del capannone, che dovrà ora rispondere di gestione illecita di rifiuti, impiego di manodopera irregolare, installazione abusiva di sistemi di videosorveglianza e gravi carenze in materia di sicurezza sul lavoro. Le sanzioni amministrative elevate nei suoi confronti superano i 34.000 euro, a cui si aggiungono ammende per quasi 3.000 euro.

Tra i materiali rinvenuti e sequestrati vi erano elettrodomestici fuori uso, frigoriferi contenenti gas nocivi, pneumatici, televisori e altri rifiuti non bonificati. Le condizioni del capannone hanno spinto i vigili del fuoco di Bergamo a segnalare carenze importanti sul fronte della prevenzione incendi, tra cui uscite di emergenza non a norma e ambienti non conformi all’attività svolta.

Operazione complessa, indagini partite a inizio anno

Il blitz è stato il risultato di un’indagine avviata nei primi mesi del 2025 e si è svolto mercoledì con l’impiego di decine di operatori: oltre ai carabinieri delle stazioni di Zingonia e Dalmine, sono intervenuti anche il nucleo investigativo ambientale dei Forestali di Bergamo, le unità cinofile, il nucleo elicotteristi di Orio al Serio, i carabinieri del lavoro, oltre alla polizia locale di Ciserano.

L’attività illecita si svolgeva in modo sistematico, secondo le ipotesi al vaglio degli inquirenti, e aveva come obiettivo finale la rivendita del materiale sul mercato africano. I carabinieri stanno ora cercando di ricostruire l’intera filiera commerciale, dai possibili fornitori italiani fino agli acquirenti esteri.

Violazioni su più fronti: sospesa l’attività

Oltre ai reati ambientali, il 45enne è stato denunciato anche per l’impiego di personale non assunto regolarmente, tra cui tre soggetti non assumibili in quanto privi di documenti validi. L’attività imprenditoriale è stata sospesa con provvedimento immediato, e i lavoratori irregolari sono stati denunciati per violazione delle norme sull’immigrazione.

Redazione

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