Cresce il bilancio delle vittime della strada in provincia di Bergamo nel 2025, con numeri che fanno suonare un nuovo campanello d’allarme. Come sottolinea L’Eco di Bergamo, al 18 agosto, sono già 49 le persone decedute in incidenti stradali, compresi 11 bergamaschi morti fuori provincia. Un dato in forte aumento rispetto al 2024, quando l’intero anno si era chiuso con 56 vittime totali.
Maria Elisa Merisio, 72 anni, investita a Martinengo mentre era in bicicletta, è la vittima numero 49. Il suo caso ha segnato il primo decesso del mese di agosto, che finora sembrava aver interrotto il trend negativo, dopo un luglio drammatico con 15 morti, cinque dei quali in un solo giorno: domenica 27.
Oltre all’aumento complessivo, colpisce anche l’abbassamento dell’età media delle vittime, che scende a 46 anni,contro i 55 registrati nel 2024. Un segnale preoccupante che evidenzia come il fenomeno coinvolga fasce d’età sempre più giovani.
La stragrande maggioranza dei deceduti – 40 su 49 – sono uomini, a conferma di un dato che si ripete negli anni, mentre le biciclette, pur protagoniste di alcuni episodi recenti, risultano coinvolte in modo più marginale nei decessi rispetto ad altri veicoli: solo 4 i ciclisti morti dall’inizio dell’anno, due dei quali per malore, non per impatto diretto.
Anche il mese di febbraio aveva fatto registrare un picco anomalo, con 8 decessi in 28 giorni, segnale che l’andamento delle vittime è ormai slegato dalle condizioni stagionali e più legato a fattori come intensità del traffico, distrazioni alla guida, elevata velocità e fragilità degli utenti deboli della strada.
Il dato parziale del 2025 appare quindi allarmante, considerando che mancano ancora oltre quattro mesi alla fine dell’anno. Se il trend attuale dovesse proseguire, il numero delle vittime potrebbe superare con largo margine quello del 2024, confermando una vera emergenza sicurezza sulle strade bergamasche.
Le istituzioni locali e le forze dell’ordine continuano a promuovere campagne di sensibilizzazione, ma l’attenzione resta alta. La statistica aggiornata richiama con forza alla responsabilità individuale alla guida, in un contesto in cui ogni singolo comportamento può fare la differenza tra la vita e la morte.
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