Come possono imprese, istituzioni e cultura contribuire a indirizzare i giovani verso scelte formative più consapevoli? Questa la domanda al centro del secondo appuntamento della rassegna “Comunità in dialogo. Dati, esperienze, visioni”, promossa dalla Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico con la collaborazione di Intesa Sanpaolo. L’incontro, intitolato emblematicamente “Generare futuro insieme”, si è tenuto giovedì 18 settembre nella Sala Funi di Bergamo, ponendo in evidenza l’urgenza di un’alleanza concreta tra territorio, università e imprese per colmare il divario tra formazione e mercato del lavoro.
La forza manifatturiera e la sfida dell’innovazione
A delineare il contesto economico è stato Giovanni Foresti, Head of Regional Research di Intesa Sanpaolo, che ha sottolineato la forte vocazione industriale di Bergamo, con un 27,4% degli occupati nel manifatturiero, nettamente sopra la media nazionale. Altrettanto rilevante la propensione all’export, con il 49,8% delle imprese orientate ai mercati esteri. Tuttavia, per mantenere competitività, il territorio dovrà puntare sull’innovazione e sulla valorizzazione del capitale umano, soprattutto giovanile.
L’accompagnamento generazionale come leva per la crescita
“Un sano accompagnamento tra generazioni è decisivo”, ha spiegato Foresti, ribadendo come una maggiore informazione sulle realistiche prospettive occupazionali possa aiutare i giovani a scegliere con maggiore consapevolezza il percorso universitario. Una chiamata al dialogo tra mondo accademico e imprenditoriale, a cui ha risposto Fabio Bosatelli, presidente di Gewiss Spa, con un richiamo all’etica del lavoro e alla responsabilità sociale dell’imprenditore: “Non lo fai solo per te, ma anche per la comunità”.
Università e nuove competenze per un futuro flessibile
A evidenziare le nuove esigenze formative è stato Sergio Cavalieri, Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo, che ha lanciato un monito: l’alto tasso di occupazione rischia di disincentivare gli studi universitari, facendo perdere opportunità strategiche. Cavalieri ha illustrato l’iniziativa CREO, un progetto per integrare formazione accademica, soft skills e imprenditorialità, e ha auspicato una maggiore sinergia con gli ITS per colmare il divario tra competenze richieste e offerte dal sistema universitario.
Capitale umano e innovazione sociale nei progetti territoriali
Un esempio concreto di rigenerazione urbana e innovazione sociale è Chorus Life, descritto da Bosatelli come un laboratorio per la comunità: oltre l’80% delle maestranze coinvolte proviene dal territorio bergamasco, e l’intervento ha generato 500 milioni di investimenti diretti e un miliardo di indotto stimato.
Valori, cultura e identità per ispirare le nuove generazioni
L’incontro ha toccato anche il tema della vocazione civica e professionale, con l’intervento del Generale di Divisione Cosimo Di Gesù, comandante dell’Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo, che ha sottolineato come la trasmissione di valori e senso del dovere possano guidare i giovani anche verso scelte impegnative ma profondamente significative.
Infine, Roberta Frigeni, direttrice del Museo delle Storie di Bergamo, ha offerto uno sguardo sul ruolo della cultura come elemento generativo di futuro, sottolineando l’importanza delle donazioni ai musei e del coinvolgimento attivo dei giovani come “abitatori della cultura”, capaci di farsi carico della memoria collettiva e di trasformarla in una risorsa per la comunità.
Un progetto condiviso per Bergamo
“La Fondazione Banca Popolare di Bergamo vuole diventare una piattaforma stabile di confronto tra i protagonisti del territorio”, ha dichiarato il presidente Armando Santus, mentre Daniele Pastore, direttore Regionale Lombardia Nord Intesa Sanpaolo, ha ribadito l’impegno del gruppo bancario nel favorire l’accesso alla formazione e all’occupazione giovanile, sostenendo progetti che rafforzano il tessuto sociale e culturale locale.
L’ultimo incontro della rassegna è previsto per giovedì 23 ottobre, con il titolo “Valore comune. La finanza al servizio della comunità”, e vedrà la partecipazione, tra gli altri, di monsignor Francesco Beschi e Paolo Maria Grandi, con introduzione di Giovanni Bazoli.
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