Giacenze in aumento: il vino invenduto nelle cantine
I dati diffusi da Confagricoltura Bergamo evidenziano un incremento delle giacenze di vino nelle cantine provinciali pari al 2,5% rispetto all’anno precedente. In particolare, nel 2024 le riserve registrate erano di 12.361 ettolitri, salite a 12.675 ettolitri nel 2025. Una crescita che riflette una situazione critica: più produzione, ma meno sbocchi di mercato.
Nel dettaglio, i vini bianchi mostrano l’aumento più marcato, passando da 2.124 a 2.355 ettolitri (+10,9%), mentre i vini rossi sono saliti da 10.237 a 10.320 ettolitri, segnando un incremento più contenuto (+0,8%). Secondo il vicedirettore Francesco Tassetti, la situazione è coerente con quanto avviene a livello nazionale: dopo un 2024 con meno produzione e un mercato più reattivo, il 2025 si apre con volumi più elevati ma anche con un’incertezza crescente sul fronte della domanda.
Crisi nei consumi: -30% per i locali, cala l’assorbimento del mercato
A confermare il quadro è Sergio Cantoni, direttore della Cantina Sociale Bergamasca di San Paolo d’Argon, il più grande produttore della provincia. «La situazione di mercato non è positiva – spiega – e le giacenze elevate rischiano di deprimere i prezzi. I consumi nei locali sono crollati del 30% rispetto allo scorso anno».
La vendemmia 2025, seppur buona in qualità e quantità, è stata affrontata con preoccupazione, proprio perché le aziende hanno ancora ampie scorte invendute e temono che i prossimi mesi portino ulteriori difficoltà commerciali. Il timore è condiviso da tutto il comparto, che guarda con apprensione al secondo semestre dell’anno.
Le cause del blocco: geopolitica, dazi Usa e nuovo codice della strada
Secondo Coldiretti Bergamo, a determinare la situazione attuale è un mix di fattori economici e normativi. «Le giacenze registrate al 31 luglio 2025 – spiega la direttrice Erminia Comencini – riflettono un calo generalizzato delle vendite in tutta la provincia, con contrazioni più evidenti per i vini rossi di fascia media».
A soffrire di più sono i canali horeca, la grande distribuzione e la ristorazione, penalizzati da una diminuzione del potere d’acquisto, dalle nuove restrizioni del codice della strada, e da una contrazione dei consumi a livello nazionale. Tutti elementi che, secondo Coldiretti, non lasciano presagire una soluzione a breve termine, nonostante le buone previsioni vendemmiali per l’anno in corso.
Valcalepio meno colpito grazie a tre anni di vendemmie scarse
Nel panorama provinciale, il Consorzio Tutela Valcalepio appare parzialmente al riparo dalle difficoltà grazie alle scarse vendemmie degli ultimi tre anni, che hanno limitato l’accumulo di scorte.
Marco Locatelli, presidente del Consorzio, evidenzia come il 2025 stia offrendo una raccolta positiva nonostante le difficoltà climatiche. «Stiamo raccogliendo i rossi – spiega – e per chi ha lavorato bene sarà un’annata di qualità e quantità».
Tuttavia, anche per il Valcalepio il calo dei consumi si fa sentire, soprattutto nella ristorazione, con una flessione a doppia cifra. «C’è preoccupazione per il futuro, ma confidiamo che sia una fase temporanea», conclude Locatelli.
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