È stata una caduta dalla balaustra del colonnato della chiesa di San Marco a causare la morte di Dadrah Manjinder, il clochard 46enne trovato senza vita mercoledì 23 settembre in via Locatelli, a Bergamo. L’autopsia ha confermato che la causa del decesso è un’emorragia cerebrale provocata da un trauma cranico riportato nella caduta.
L’esame, eseguito il 1° ottobre all’obitorio dell’ospedale Papa Giovanni XXIII dal medico legale Matteo Marchesi, su incarico del sostituto procuratore Emanuele Marchisio, ha fornito elementi determinanti per chiarire le circostanze del decesso.
Non ci sono segni di violenza o tracce riconducibili a terze persone: è stato dunque escluso qualsiasi coinvolgimento esterno. La ricostruzione confermata dall’autopsia parla di una caduta autonoma, che ha causato un’ampia emorragia e un esteso edema cerebrale, rivelatisi fatali per l’uomo.
L’esame ha inoltre riscontrato tracce di soffocamento, probabilmente dovute al rigurgito del cibo consumato poco prima. Una circostanza che, secondo il medico legale, potrebbe aver aggravato ulteriormente il quadro clinico.
Nella serata precedente al decesso, Manjinder era già stato soccorso dal personale del 118, allertato proprio in seguito alla caduta. Nonostante ciò, l’uomo aveva rifiutato il ricovero ospedaliero, decidendo di restare sul posto.
Conclusi gli accertamenti medico-legali e ottenuto il nulla osta dalla magistratura, la salma sarà ora restituita ai familiari. A occuparsi delle pratiche sarà la sorella, residente a Latina, che ha già espresso la volontà di sostenere personalmente tutte le spese per il rimpatrio del corpo.
Il quarantaseienne sarà cremato, e le sue ceneri verranno trasportate in India, dove i parenti e la comunità di origine potranno celebrare un ultimo saluto nel rispetto delle tradizioni familiari e religiose.
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