A Cazzano Sant’Andrea “Affari di Ferro”: la siderurgia in Val Gandino nella storia

Venerdì 10 ottobre alle 20.30 la sala consiliare del municipio ospita l’archeologa Costanza Cucini, che presenterà le ricerche sul ruolo delle valli bergamasche e bresciane nello sviluppo dell’altoforno europeo

Un viaggio nella storia industriale delle Orobie

Una serata di approfondimento culturale e scientifico è in programma venerdì 10 ottobre alle ore 20.30, presso la sala consiliare del municipio di Cazzano Sant’Andrea. L’incontro, dal titolo “Affari di Ferro”, sarà tenuto da Costanza Cucini del Laboratorio Metallogenesi di Milano, ed è dedicato a ricostruire il ruolo delle Valli bergamasche e bresciane, in particolare della Val Gandino, nella storia della siderurgia europea.

L’appuntamento rappresenta un’anteprima di grande rilievo per il territorio, offrendo uno sguardo storico e archeologico sul contributo delle valli lombarde alla nascita e alla diffusione delle tecnologie metallurgiche che segnarono l’Europa medievale e rinascimentale. L’iniziativa è sostenuta da Omca Plants Srl, in occasione del 65° anniversario della fondazione dell’azienda.

Il lavoro di ricerca e il volume “Iron Men”

Costanza Cucini, insieme a Marco Tizzoni e a un gruppo di specialisti di diverse università, ha condotto ricerche di archeologia mineraria nelle Orobie Bergamasche tra il 1994 e il 2020, ricostruendo la lunga tradizione siderurgica delle Alpi lombarde. Le indagini, basate su scavi, analisi documentarie e studi linguistici, confluiscono ora nel volume di prossima pubblicazione “Iron Men. The Lombard Iron Basin from Late Antiquity up to the 17th Century and the Bergamasque Blast Furnace”, edito da Edizioni Bolis.

“Si tratta di un volume di quasi settecento pagine corredato da trecento illustrazioni – spiega Cucini – scritto in inglese per favorirne la diffusione anche in ambito europeo e internazionale. Anche se l’argomento è molto specifico, riguarda la storia economica di buona parte d’Europa, poiché i mastri bergamaschi e bresciani ebbero un ruolo leader nell’invenzione e nella diffusione dell’altoforno e della produzione di ferro e acciaio nel Medioevo e nel Rinascimento.”

Il bacino ferrifero lombardo e la sua influenza

Nel corso della serata, l’archeologa illustrerà come il Bacino Ferrifero Lombardo sia stato spesso trascurato nella storiografia economica europea, nonostante il suo ruolo cruciale nello sviluppo della metallurgia continentale.

“Pochi studiosi – sottolinea Cucini – si sono chiesti da dove provenisse tutto il ferro e l’acciaio che costituiva la base della produzione di armi e armature di Brescia e Milano. In questo volume, per la prima volta, vengono riunite le ricerche sull’antica siderurgia lombarda condotte negli ultimi trent’anni da un gruppo interdisciplinare di specialisti.”

Il libro offre una ricostruzione dettagliata della produzione di ferro e acciaio dal tardo Impero Romano d’Occidente alla fine del XVII secolo, presentando i risultati di scavi archeologici di antiche fucine, rilievi di miniere sotterranee e l’analisi di oltre un migliaio di documenti d’archivio, ritrovati tra l’Archivio di Stato di Milano e quello di Bergamo.

Dalle Alpi lombarde all’Europa: l’altoforno “alla bergamasca”

Il volume si concentra sulla nascita e diffusione dell’altoforno “alla bergamasca”, sviluppato dai mastri del ferro dell’Alta Val Brembana, provenienti da località come Moio de’ Calvi, Bordogna e Valleve, che installarono e condussero impianti metallurgici in tutta Europa, dalla Sicilia alla Polonia, dall’Isère alla Slovenia.

“Un capitolo – racconta Cucini – è dedicato all’emigrazione delle famiglie bergamasche e bresciane di mastri del ferro, specializzate nella costruzione e nella gestione degli impianti. Un rigido segreto di bottega, mantenuto per secoli, garantiva un’efficiente produzione di ferro e acciaio in grandi quantità.”

L’analisi include anche lo studio dei dialetti locali, fondamentali per tradurre termini tecnici medievali e rinascimentali, e per ricostruire i procedimenti metallurgici utilizzati nelle valli alpine lombarde.

Un patrimonio tecnico e culturale di valore europeo

“Il quadro che si è potuto ricomporre – conclude Cucini – aiuta a comprendere il precoce sviluppo preindustriale delle valli alpine lombarde e la ricchezza che ne derivò.”

L’incontro “Affari di Ferro” rappresenta dunque un momento di conoscenza e valorizzazione del patrimonio industriale delle Orobie, contribuendo a restituire alla Val Gandino e alle altre valli lombarde il ruolo storico di culla della siderurgia europea.

Redazione

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