Revocato il sequestro delle partecipazioni societarie, per un valore di 50 milioni di euro, nelle società Expand srl e Vitali Spa, riconducibili ai fratelli Cristian e Massimo Vitali, al centro di un’inchiesta per bancarotta fraudolentaaperta in seguito al fallimento della società Vita. Il provvedimento, annunciato mercoledì 8 ottobre da un comunicato ufficiale della Procura di Bergamo, segna una svolta nella vicenda giudiziaria che ha interessato uno dei gruppi imprenditoriali più noti del territorio.
La decisione: accolte le misure proposte dalle difese
Il sequestro impeditivo, disposto nel luglio scorso dal gip Lucia Graziosi, era stato adottato per impedire la disponibilità delle quote da parte degli indagati e prevedeva la nomina di un custode giudiziario. Tuttavia, in seguito a numerose interlocuzioni con le difese legali dei due fratelli, la Procura ha deciso di revocare il provvedimento.
Nello specifico, le società coinvolte hanno adottato nuove misure organizzative, tra cui la ridefinizione di alcune cariche societarie — come la composizione del collegio sindacale di Vitali Spa — al fine di migliorare i meccanismi di controllo e vigilanza interna. Secondo quanto riportato dal comunicato del procuratore Maurizio Romanelli, tali cambiamenti sono stati interpretati come “idonei a rafforzare l’efficienza e il controllo dell’operato sociale”, favorendo così l’accoglimento della richiesta di revoca.
Le difese: Dinacci, Maestroni e Palma protagonisti del confronto
Il confronto tra Procura e difese è stato definito “proficuo” dal comunicato ufficiale. A rappresentare i fratelli Vitali sono stati gli avvocati Filippo Dinacci del Foro di Roma (per Massimo) e Paolo Maestroni e Antonio Ugo Palma (per Cristian). La revoca è stata formalmente disposta il 26 settembre scorso, ma è stata resa pubblica l’8 ottobre, dopo che tutte le misure concordate sono entrate in vigore.
Resta aperta l’indagine per bancarotta fraudolenta
Nonostante il dissequestro delle partecipazioni societarie, l’inchiesta penale non è stata archiviata. I fratelli Vitali restano formalmente indagati per bancarotta fraudolenta, reato ipotizzato in relazione al fallimento della società Vita, da cui è partito l’intero procedimento.
La revoca del sequestro riguarda dunque solo la misura patrimoniale, mentre il percorso giudiziario prosegue, in attesa degli ulteriori sviluppi che emergeranno dalla prosecuzione delle indagini.
La nota del gruppo: “Siamo estranei, il piano industriale prosegue”
Attraverso un comunicato ufficiale, il Gruppo Vitali Spa ha accolto con soddisfazione la decisione della Procura, sottolineando che il provvedimento “riafferma la completa estraneità del gruppo alla vicenda in oggetto”. La nota evidenzia inoltre che le attività aziendali non hanno subito rallentamenti e che il piano industriale 2025–2029 procede regolarmente secondo quanto previsto.
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