L’amore trasformato in aiuto per la comunità
Nel maggio 2025, Michele Negri ha perso la vita durante una gara di ciclismo a Berbenno, la BGY Airport Granfondo, ma il suo ricordo non è destinato a svanire. Il dolore per la sua prematura scomparsa ha spinto la sua famiglia a fare un gesto straordinario: istituire un fondo in suo nome. Il Comune di Berbenno ha infatti creato il “Fondo in ricordo di Michele Negri, l’amore genera amore”, un’iniziativa destinata a supportare le famiglie che si trovano in difficoltà economiche, soprattutto per le spese scolastiche e educative dei figli. Il fondo, del valore complessivo di mille euro, è stato pensato per offrire un aiuto concreto a chi ha bisogno, con la speranza di trasformare il dolore in solidarietà.
Il messaggio di speranza del sindaco di Berbenno
Il sindaco Manuel Locatelli, che si trovava lungo la provinciale il giorno della tragedia, ha sottolineato l’importanza di questo gesto, esprimendo il suo profondo apprezzamento verso la famiglia Negri. Ha affermato che il fondo rappresenta non solo un supporto economico per le famiglie, ma anche un segno di speranza e di attenzione verso la comunità. Il sindaco ha evidenziato che “il fondo è un modo nobile per trasformare il dolore in solidarietà” e per costruire, nel nome di Michele, una comunità più attenta e solidale. L’iniziativa dimostra il legame che unisce i cittadini di Berbenno, in un gesto di grande umanità.
Il dolore di una madre che diventa forza di cambiamento
Il dolore di Stefania, la madre di Michele, non si è mai cancellato, come lei stessa ha raccontato. Nonostante il tempo non abbia mai alleviato la sua sofferenza, ha scelto di fare spazio al dolore, trasformandolo in qualcosa di positivo. Stefania ha rivelato che “il dolore non si trasforma, non si cancella, ma devi trovare il modo di fare posto a questo dolore”. Ha anche citato la metafora del «seme» del Vangelo, che quando muore produce frutto. Il suo gesto di donare il Fondo Michele Negri è un esempio di come l’amore possa continuare a vivere e crescere sotto altre forme, portando beneficio alla comunità. La solidarietà diventa così un modo per abbracciare la comunità intera e onorare la memoria di Michele.
Michele Negri: un giovane di grande passione e impegno
Michele Negri, lodigiano di Cavenago d’Adda, è stato un giovane appassionato e determinato, che ha dedicato la sua vita a molteplici attività, dalla scuola al ciclismo, dal lavoro alla pesca con la mosca, in cui era campione italiano. Ha scritto che la sua “vera forza in bici” era la resistenza, una qualità che applicava anche nella vita quotidiana. “La vita non è altro che resistere a ciò che ci accade cercando di prenderne il meglio”, aveva annotato Michele, un pensiero che oggi risuona come un messaggio di resilienza per tutti coloro che lo hanno conosciuto.
Il sostegno della comunità di Berbenno
La vicinanza della comunità di Berbenno è stata fondamentale per la famiglia di Michele fin dai primi momenti del dramma. Stefania e Pierangelo, i genitori di Michele, hanno raccontato che, mentre si trovavano a Bergamo in attesa di notizie, alcune persone sconosciute si erano fermate accanto al figlio negli ultimi momenti. “Quei volti sono diventati nomi: Manuel, Elisa e Sergio, il primo che lo ha soccorso”. La famiglia di Michele ha così trovato una nuova famiglia allargata, testimoniando l’amore e la solidarietà che si è instaurato nella comunità. Questo gesto di accoglienza ha lasciato un’impronta indelebile, un ricordo che oggi si traduce nell’aiuto concreto per chi ne ha bisogno.
L’iniziativa che unisce il ricordo e l’amore
La vicesindaca di Berbenno, Elisa Bolis, ha spiegato che Michele era molto legato al paese e che aveva visitato Berbenno più volte. Questa connessione ha ispirato l’idea di creare il fondo per aiutare le famiglie che non riescono a sostenere le spese per le attività scolastiche, come la mensa o il trasporto. Il nome del fondo, “l’amore genera amore”, vuole essere un simbolo di solidarietà, sostegno e vicinanza, ma soprattutto dell’amore di una madre e un padre per il proprio figlio. Anche se il fondo porta il nome di Michele, è un atto che rispecchia l’amore dei suoi genitori per lui e per la comunità in cui viveva.
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