Influenza al massimo livello in Bergamasca: 18 mila contagi in una settimana

Festività e virus respiratori, sanità sotto osservazione tra territorio e ospedali: crescono gli accessi al pronto soccorso per patologie influenzali

Il picco stagionale durante le feste natalizie

Il periodo delle festività coincide con il momento di massima diffusione dell’influenza e delle altre sindromi respiratorie stagionali. Secondo il più recente monitoraggio di Regione Lombardia, nella settimana compresa tra il 15 e il 21 dicembre l’incidenza ha raggiunto quota 16,4 casi ogni mille abitanti. Applicando questo dato alla Bergamasca, si stima che circa 18 mila persone siano state colpite in soli sette giorni da influenza, patologie para-influenzali, Covid, virus respiratorio sinciziale e forme assimilabili.

A trainare l’attuale ondata è soprattutto la variante K del virus influenzale A, la più diffusa in questa stagione. I riscontri clinici indicano però che questa mutazione non presenta una gravità superiore rispetto alle forme tipiche dell’influenza stagionale.

La risposta del territorio e la campagna vaccinale

Il sistema sanitario territoriale si è presentato più preparato rispetto agli anni passati. Sono stati attivati hotspot infettivologici e i medici di base, insieme ai pediatri, sono stati dotati di tamponi per poter effettuare i test direttamente sugli assistiti. Anche in questa fase avanzata della stagione influenzale, la vaccinazione continua a essere ritenuta utile, in particolare per anziani, persone fragili e pazienti cronici.

I dati confermano una buona adesione alla campagna antinfluenzale: in provincia di Bergamo hanno ricevuto il vaccino circa 230 mila persone, con un incremento di circa 10 mila unità rispetto all’anno precedente.

Medici di famiglia sotto pressione

I medici di medicina generale stanno affrontando giornate particolarmente intense, tra consulti telefonici e visite ambulatoriali. L’aumento dei casi è ormai evidente e i sintomi più frequenti restano febbre anche elevata, fino a 38-39 gradi, mentre le polmoniti risultano poco comuni. Nelle persone giovani l’influenza tende a risolversi dopo alcuni giorni di riposo, mentre negli anziani la protezione vaccinale sta dimostrando una buona efficacia.

A complicare il quadro contribuisce il calendario delle festività: tra Natale, Santo Stefano e il successivo fine settimana, si creano quattro giorni consecutivi con ambulatori dei medici di base chiusi, rendendo fondamentale la piena operatività degli altri servizi sanitari.

Pronto soccorso e accessi ospedalieri

L’attenzione resta alta anche negli ospedali. I dati più recenti mostrano una sostanziale stabilità degli accessi ai pronto soccorso della Bergamasca. Nella settimana dal 15 al 21 dicembre si sono registrati circa 1.100 accessi per sindromi respiratorie, in linea con le settimane precedenti.

Pur senza un aumento significativo dei numeri assoluti, è cresciuto il peso delle patologie respiratorie sul totale degli accessi: circa il 10% dei pazienti che si presentano in pronto soccorso lo fa per sintomi simil-influenzali. In un ulteriore 10% di questi casi si rende necessario il ricovero, soprattutto in presenza di polmonite o scompensi cardio-respiratori.

Durante il giorno di Natale la situazione è rimasta sotto controllo, mentre a Santo Stefano si è osservato un incremento degli accessi, anche per motivi diversi dalle infezioni respiratorie. È un andamento considerato fisiologico, legato alla tendenza a rimandare il ricorso all’ospedale durante le festività.

Anziani e fragili i più colpiti nella fase attuale

Nelle prime settimane di diffusione stagionale, i pazienti che si presentavano in pronto soccorso erano prevalentemente in età pediatrica. Con il passare dei giorni, come avviene di consueto, la quota maggiore riguarda ora i grandi anziani con più patologie concomitanti, condizioni che rendono più complessa la gestione sul territorio.

La variante K non mostra sintomi differenti o più severi rispetto alle forme influenzali tradizionali. Negli ultimi anni, inoltre, Regione Lombardia ha anticipato il potenziamento dei servizi sanitari, proprio per affrontare in modo strutturato i periodi di maggiore pressione. L’obiettivo resta quello di arrivare preparati al picco stagionale, garantendo la tenuta complessiva del sistema.

Redazione

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